I. FILOSOFIA DELLA SCIENZA

Il nostro pianeta, la Terra, è uno dei milioni di pianeti, forse infiniti, in esistenza nell’immenso Universo. Dal principio, o da sempre, gli esseri viventi in generale e l’essere umano in particolare hanno trattato di comprendere la vita e hanno cercato di ordinare il mondo con la logica; quello che spiega l’origine e lo sviluppo della filosofia.

Per cercare di capire perché avevano fallito in questo modo l’evoluzione della scienza ed il metodo scientifico con l’accettazione di paradigmi scientifici e teorie così povere dal punto di vista del senso comune, ha avuto riflessioni sulla filosofia della scienza e sul concetto di scienza sparsi negli atri libri di Molwickpedia.

Il pensatore - Rodin (Immagine di dominio pubblico)
Il pensatore di Rodin

Nella progettazione di questo libro dedicato al Metodo Scientifico Globale ho deciso di raccoglierle queste riflessioni.

Mi pare inoltre importante la difesa del metodo scientifico e del concetto di scienza attuale, perché è una delle grandi conquiste dell'umanità e della vita in generale. Credo tuttavia che sarebbe conveniente liberarsi da alcune lastre del XIX secolo e da ostacoli ventesimini, fra i quali spiccano, rispettivamente, i complessi atei ed il velo utilitarista.

I.1. Contenuto e concetto di scienza

Se riflettiamo sul concetto di scienza o semplicemente ci chiediamo “Cos’è la scienza?” dovremo ricorrere a una disciplina esterna, alla filosofia della scienza.

Dal mio punto di vista, senza pretese dottrinali, la filosofia è divisa in tre grandi gruppi: metodologia della filosofia pura (o epistemologia), lo studio della conoscenza scientifica (filosofia della scienza) e lo studio del possibile (metafisica, o se preferite metascience).

Con terminologia meno precisa, la filosofia analizza il mondo del possibile e la scienza si limita al mondo di ciò che è provato; la filosofia della scienza se non ci sono prove, restringe i concetti mentre la filosofia ha bisogno di prove per definire un concetto.

Filosofia della scienza, intesa come un livello di ragionamento logico che ci porta al concetto di scienza, e non come una disciplina accademica che utilizza molte parole in latino o in greco o cita innumerevoli autori. Filosofia della scienza come la limitazione che impone a se stesso il bimbo filosofo per scoprire le meraviglie del nuovo mondo che hanno un profondo senso comune.

In titolo I si dedica una parte alla conoscenza scientifica e un'altra alle sue fonti e caratteristiche.

La percezione, l'intuito e la logica sono le tre armi utilizzate dall'uomo per aumentare il suo dominio sulla natura. Come potremo costatare, il cosiddetto metodo scientifico della filosofia della scienza ha tre versioni principali fondate su questi tre strumenti.

In questo senso la percezione e la logica sono concetti estremi, mentre l'intuito si collocherebbe a metà; quest’ultimo permette così la formulazione di teorie che in certi casi superano quelle sviluppate mediante la logica e la percezione o la combinazione di entrambe. In una certa misura ogni teoria è una combinazione di questi tre fattori.

D'altra parte, pure dal punto di vista della filosofia della scienza, non possiamo negare che talvolta sia stata la pazzia ciò che ha fatto avanzare la scienza, proponendo temi che prima sembravano impossibili. Altre volte ciò che ha generato un progresso scientifico è stato l'amore, forse è ciò a cui si riferiva Newton quando ci raccontava la meravigliosa favola della mela.

Il titolo II si dedica a commentare le caratteristiche del metodo scientifico, criticando parte della sua terminologia e proponendo una semplice classificazione delle tappe e passi dello stesso. Nell'esposizione s’includono due nuovi metodi scientifici e una piccola parte sugli effetti spiegati dalla sociologia della scienza nel periodo dell'accettazione delle teorie scientifiche.

Per motivi sociologici, credo che la filosofia della scienza sia degenerata nel XX secolo per la negazione quasi costante, risultato di un perfezionismo idealista irraggiungibile, di progressi evidenti della conoscenza scientificamente si accetta ciò che non è logico perché rappresenta interessi personali o di gruppo. Forse è dovuto al fatto che lo sviluppo della filosofia della scienza e del proprio concetto della scienza si trovano nella tappa dell’intrepida adolescenza.

Un altro modo di esprimere lo stesso è dire che la comunità scientifica cerca di nascondere i propri limiti nella complessità e nella presunta mancanza di logica della natura, quando invece queste caratteristiche apparenti sono la sua ragione d'essere; perché l'essere umano non ha ancora scoperto gran parte della complessa logica della natura.

Della filosofia della scienza applicata all'analisi dei sistemi complessi tratta il titolo III di questo libro.

In relazione con il progresso scientifico, va menzionata l'esistenza nel libro dei Racconti Infantili di un racconto del terrore, che è meglio ignorare nella misura del possibile, sui mascalzoni dell'Inquisizione. Uomo avvisato è mezzo salvato! In altre parole, questo libro lo dedico agli autonominati scettici moderni.

Il titolo IV si concentra a ripassare gli errori storici più rilevanti che ha commesso e che continua a commettere il metodo scientifico a causa dell'uso di una filosofia della scienza adattata alle necessità sociologiche.

Vediamo alcuni esempi che sempre mi hanno colpito per la mancanza di buon senso e per la loro frequenza negli esseri umani, suppongo che dovuti a un’applicazione errata della filosofia della scienza.

  • L'esistenza dei pianeti extrasolari.

    Perché non è stata accettata scientificamente l'esistenza di pianeti fino alla scoperta di ciò che sembrano essere pianeti ed è stato accettato che la velocità della luce è costante in tutto l'universo se neppure questo è stato dimostrato?

    Si può certamente dire che la probabilità dell'esistenza di pianeti al di fuori del sistema solare sia stata l'unità delle probabilità che utilizza normalmente il cervello umano.

    La probabilità è, senza dubbio, un elemento associato al concetto di scienza.

    Secondo me le ragioni logiche della loro esistenza sono molto più potenti delle nuove scoperte che indicano la loro esistenza.

    Immagino che il concetto di scienza moderno non si potesse accettare e considerare vero perché non era necessario e neppure urgente; ma, in pratica, la maggior parte degli esseri umani pensava che non esistessero o aveva dubbi più grandi di quelli ragionevoli, ciò che è molto diverso da non averne la certezza completa. D'altra parte, si può sempre negare la possibilità della certezza per l'influenza della filosofia.

  • L'esistenza della vita organica extraterrestre.

    Con l'attuale concetto di scienza e con l'esistenza di vita organica accade lo stesso: da un punto di vista logico, non vi può essere alcun dubbio ragionevole della loro esistenza al di fuori del nostro pianeta o del sistema solare. È dovuto al gioco di probabilità matematiche o alla pura epistemologia della logica.

  • L'esistenza di altri concetti di vita.

    Altri concetti di vita più moderni o più classici, secondo il punto di vista, hanno un altro problema, più immediato, non si riconosce neanche o non si può riconoscere in modo scientifico la loro esistenza sulla Terra. Questo è corretto, ma negarlo è tutt’altra cosa, come vuol fare più di uno scienziato, Darwin per primo; perché con la negazione avviene lo stesso che con l'affermazione: occorrono prove!

    Vista l'importanza della giusta interpretazione del metodo scientifico e l'obiettivo di neutralità personale nel valutare la teoria dell'evoluzione presentata, nel libro titolo IV citato sopra è stata inclusa una sezione speciale concernente i limiti della conoscenza provenienti dagli elementi contestuali di psicologia personal, social y de la sociologia de la scienza che possono influire sull'accettazione di una teoria dell'evoluzione o dell'altra.

    Nel libro della Teoria Generale dell'Evoluzione Condizionata della Vita si espone chiaramente tanto la critica della Teoria di Darwin come una proposta alternativa coerente con il mio concetto di scienza.

  • La controversia sulla definizione d'intelligenza.

    Certamente è un tema molto emotivo, non solo se si cerca di negare il suo carattere genetico, ovvio per lo meno a livello di specie biologica, ma si nega in numerose occasioni l'esistenza del proprio concetto o la possibilità della sua quantificazione.

    Ultimamente si è persino arrivati a inventare il termine intelligenza emozionale!

    Uno sviluppo naturale della Teoria Generale dell'Evoluzione Condizionata della Vita sono stati i quattro libri digitali on line in cui si divide l'esposizione della Teoria Cognitiva Globale: il cervello ed i computer, l'intelligenza e la creatività, la memoria ed infine la volontà, i processi decisionali e l'intelligenza artificiale.

    Per dimostrare così tanta teoria sull'intelligenza elegante, con più risultati del previsto, ho sviluppato lo Studio IDI sull'analisi statistica della evoluzione e disegno intelligente dell'intelligenza, in base ai dati longitudinali di quozienti d'intelligenza di famiglie (padre, madre, figli, fratelli normali e gemelli), esistenti grazie allo Young Adulthood Study, 1939-1957.

    Sebbene con un’epistemologia sfigurata la corrente della filosofia della scienza attualmente imperante accetti con orgoglio la mancanza di senso comune di molte proposizioni scientifiche e l'esistenza di cose o concetti impossibili, io sono sicura che, per un progresso sostenuto della scienza, bisogna resistere alle tentazioni di spiegare facilmente la realtà e rifiutare radicalmente, per la pura epistemologia menzionata nell'ambito della filosofia della scienza e del concetto di scienza, certi elementi di stregoneria o magia nera quali:

    • Insiemi privi di contenuto.
    • Energie negative.
    • Cose che si trovano in due posti contemporaneamente.
    • Tautologie presentate come teorie scientifiche.
    • Effetti precedenti alle loro cause o cose che escono prima di entrare.
    • Strumenti che cambiano la loro misura senza che i loro meccanismi di misura ne subiscano le conseguenze.
    • Forze a distanza o pura telepatia.
    • Dimensioni e immaginazioni che non si possono dimostrare o confutare.
    • Effetti sul mondo fisico di pure astrazioni matematiche.
    • Giochi linguistici o requisiti scientifici sul loro modo di espressione in fisica.

    Siccome non poteva essere in un altro modo, il titolo IV contiene parti dedicate sia alla Fisica Classica sia alla Fisica Moderna.