IV. STORICI ERRORI DEL METODO SCIENTIFICO

IV.1. Metodologia della ricerca

Non è facile capire perché esistano paradigmi scientifici enigmatici o perché il metodo scientifico abbia commesso errori così gravi, continui a commetterli e sia così difficile ammetterli e rettificarli. Com’è già stato detto, la sociologia della scienza di Kuhn ne spiega molto bene alcune delle ragioni.

Per quanto riguarda la critica costruttiva, una complicazione aggiunta consiste nel fatto che quando ci si rende conto di gravi errori nella dottrina ortodossa si comincia a dubitare perfino delle cose più elementari.

Illustrerò gli errori più gravi che secondo me sono stati commessi soprattutto dalla metodologia scientifica della teoria evoluzionistica, che brilla per la sua assenza, e dalla dinamica storica della metodologia della Fisica Moderna, cioè la Fisica Moderna di ogni periodo storico.

Molti problemi sorgono in conseguenza a una concezione errata dell'evoluzione e all'umanesimo egocentrico, nonostante il principale apporto di Darwin, che ha convinto che gli umani sono scimmie evolute.

Prima di esporre gli errori commessi da ogni scienza, osserviamo alcune delle cause generali degli stessi:

  • Estetica della vita.

    Come si può comprendere che l'intelligenza non è cambiata negli ultimi 2000 anni? Quest’asseverazione, generalmente condivisa, porta soltanto a pensare che l'intelligenza abbia fatto passi da gigante in periodi precedenti; perché fra i nostri cugini le scimmie e noi esseri umani mi pare evidente che ci siano delle differenze. Nella pagina sull'evoluzione storica e sull'evoluzione umana del libro della Teoria Generale dell'Evoluzione Condizionata della Vita sono menzionate alcune delle conseguenze e dei fatti più rilevanti dell'evoluzione biologica dell'uomo e le tappe della metodologia della ricerca.

    Suppongo che, con elementi così essenziali e così sbagliati, tutta la metodologia della storia se ne risentirà, poiché da loro provengono ragionamenti altrettanto sbagliati e, d'altra parte, bisognerà cercare altri elementi che compensino gli errori della struttura generata in modo che coincida o che sia compatibile con la parte di realtà che non si presta a libere interpretazioni.

    Lo stesso ragionamento si può attribuire alla metodologia del linguaggio, pare che tutte le lingue siano simili, si trovino nella stessa fase di sviluppo e abbiano lo stesso numero di parole. O almeno non esistono statistiche chiare dell'evoluzione del numero di parole di ogni lingua nel corso della storia recente dell'umanità. Immagino quindi che ci sia un rapporto fra il numero di parole e la capacità intellettuale degli individui.

    Ma sembra che sia più bello dire del linguaggio è una caratteristica innata di tutti gli esseri umani e che le varianti da un gruppo all'altro, sia attuali sia storiche, e fra un individuo e l'altro, siano dovute al caso. Ognuno ha la propria estetica, ma la metodologia scientifica è stata disegnata per cercare e per avvicinarsi alla verità obiettiva.

    Non solo, l'estetica della realtà, se si capisce, è meglio di ciò che si possa credere a prima vista. Credo che un buon obiettivo di vita sia trovare quell'estetica divina dell'essenza della realtà.

  • Complessità della scienza.

    D'altro canto, il successo di certe teorie scientifiche sarà probabilmente da ricondurre alla complessità della realtà e alla possibilità, senza abbandonare apparentemente la metodologia scientifica, di capire e di spiegare questa complessità nel modo più conveniente ai diversi gruppi attori della società.

    Non c’è bisogno di dire che questa complessità della realtà è stata una costante nell'evoluzione scientifica, poiché per ogni fase della ricerca scientifica è sempre stata nei limiti di ciò che non si conosce.

    Il Studio EDI
    Il Studio EDI

    Confesso che la cosa più difficile nel criticare una teoria è riuscire a conoscerla a fondo, mi è arduo pensare certe cose e convincermi che, effettivamente, la comunità scientifica in generale e non uno scienziato determinato pensino ciò che sosterrò contro di loro. Sarebbe divertente fare un commento critico ed avere come risposta: “Questo è un modo di dire, una metafora e non c’è uno scienziato che ci creda”.  Ecco, per farlo, lo fanno di continuo e in tutti i sensi.

    Un giorno ho chiesto all'università a un laureato in fisica diverse cose concernenti il tempo e mi ha detto che non poteva parlare con me perché non sapevo cos’era il tempo e non aveva tempo di spiegarmelo perché era molto complesso. La conversazione è finita subito. Io ero d'accordo con lui sul fatto che non potevamo parlare, ma non concordavamo sui pensieri personali riguardanti le ragioni oggettive della suddetta impossibilità.

  • Obiettivi irraggiungibili.

    Ecco un ennesimo grande errore: si tratta del caso della metodologia dell'apprendimento e della psicologia, che ha abbandonato o criticato in modo smisurato certe domande che erano giuste ma che non offrissero la sicurezza assoluta. Evidentemente è bene non assicurare ciò che non si può assicurare nei sistemi complessi, ma non deve significare non riconoscere che sia vero nella maggior parte dei casi e quindi, con questi limiti, mantenere le posizioni dottrinali opportune e non passare a quelle contrarie.

  • Fallacia Ad hominem.

    Un discorso molto diffuso è la fallacia ad hominem o addurre argomenti contro la persona, come ad esempio la mancanza di titolo accademico, invece di discutere sui ragionamenti scientifici. Quando si ragiona con fondamento… i mascalzoni dell'Inquisizione.

  • Mancanza di umiltà scientifica.

    Esiste in molti casi la tendenza a dire che certi temi siano dimostrati empiricamente mentre non lo sono. Forse è più verosimile in una fase, ma non è lo stesso.

    Ciò rende difficile la critica costruttiva di individui che accettano davvero la presunta validazione o la mancanza di appoggio ad altre teorie o scienze alternative.