Il concetto di scienza nel corso della storia ed il metodo scientifico

 




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Il metodo scientifico

IL METODO SCIENTIFICO GLOBALE

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Il metodo scientifico di Galileo
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Índice
  1. Filosofia della scienza

  2. Il metodo scientifico

  3. Nuova metodologia di analisi dei sistemi complessi - Il sesto metodo

  4. Errori storici del metodo scientifico

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II. IL METODO SCIENTIFICO

II.1. Concetto di metodo scientifico

L’espressione metodo scientifico è utilizzata con diversi significati, molto spesso se ne abusa per giustificare una determinata posizione personale o sociale, con relativa ignoranza della complessità del concetto. Il nome stesso indica che rappresenta la metodologia che definisce e distingue la conoscenza scientifica dalle altre.

La filosofia della scienza crea il metodo scientifico per escludere tutto ciò che ha natura soggettiva e che perciò non è suscettibile di formar parte della cosiddetta conoscenza scientifica, alla fine ciò che è accettato dal senso comune propriamente detto, e per questo acquisisce carattere di generalmente accettato dalla comunità scientifica e dalla società.

Ovviamente non tutti saranno d’accordo con il paragrafo precedente, esistono diverse correnti filosofiche della scienza che, a loro volta, derivano dai diversi concetti di realtà, percezione, teorie, ecc.
D’altra parte sappiamo che esistono cose la cui natura è precisamente soggettiva. L’approccio scientifico a questi elementi è complesso e normalmente viene compiuto mediante metodi scientifici minori, disegnati per branche specifiche del sapere.

Si tratta dei metodi diversi dai tre basici (induttivo, deduttivo e ipotetico-deduttivo o di verifica d’ipotesi), che si applicano di norma alle scienze naturali (fisica, chimica, biologia, ecc.) in contrapposizione alle cosiddette scienze umanistiche (economia, politica, ecc.). Fra questi metodi possiamo menzionare: ermeneutico, fenomenologico, dialettico, funzionalismo, strutturalismo, ecc.

In realtà, nonostante la stessa definizione di metodi scientifici, ci riferiamo a cose non distinte, ma situate su scale diverse. In modo paradossale, se parlassimo del mondo della tecnologia del trasporto, questi gemelli nominativi si riferirebbero in un caso a tipi di parti elementari come ad esempio dadi o viti, e in un altro a tipi di veicoli come moto, auto, camion, barche, aerei, razzi, ecc.

In altre parole, vi sono tre tipi basici, mentre gli altri rappresentano tipi composti dei precedenti che tentano di definire una struttura complessa e che, dunque, si trovano su di una scala macroscopica rispetto ai primi.
È inoltre evidente che il concetto di tempo è associato al concetto di vita e per estensione a quello dell’amore. Ma l’esistenza dell’amore non è scientifica! Non sappiamo neanche esattamente cosa significhi la vita. E cosa sono i sistemi d’impulso vitale?

A questo punto stiamo giungendo al problema esistenziale di alcune branche della scienza, non vogliono o non possono riconoscere che esistono la vita e l’amore con il corrispondente esercizio della loro libertà. È come se la libertà fosse il nemico della conoscenza e della scienza, quest’ultima cerca di scoprire leggi che spiegano i fatti e quando non ci riesce impone il proprio dio particolare: l’aleatorietà.

Troveremo un prototipo di agnosticismo in Laplace (1749-1827), quando dice: “Se in un momento determinato conoscessimo la situazione e la velocità esatta di tutte le particole dell’universo, potremmo dedurre in base a calcoli tutto il loro passato ed il loro futuro”. A mio avviso quest’affermazione richiede un atto di fede maggiore dell’affermazione dello contrario; semplicemente perché, sebbene la libertà non sia molto scientifica, la sento dentro di me.

Forse è giunto il momento di cambiare e di perfezionare il concetto stesso di scienza. Non per essere molto ortodossi o severi nella teoria si ottengono migliori risultati pratici: sovente il rapporto è inverso quando si supera un determinato limite.

II.2. Caratteristiche del metodo scientifico

Il metodo deduttivo, il metodo induttivo e il metodo ipotetico-deduttivo sono i tre metodi scientifici cui si riferisce la denominazione generica di metodo scientifico.

La prima caratteristica del metodo scientifico è la sua natura convenzionale, funge cioè da ambito di generazione della conoscenza obiettiva. Esistono perciò molteplici caratteristiche, in funzione della prospettiva con cui si classificano, si studiano e addirittura si definiscono.

Ciò che mi sorprende prima di tutto è che i primi due metodi scientifici hanno un nome difficile da distinguere, poiché l’ambito linguistico può rappresentare un unico concetto con due manifestazioni: ragionamento in una direzione o in quella opposta, dal generale al particolare o viceversa.

Il problema, logicamente, è dovuto alla difficoltà concettuale di separare un metodo dall’altro in modo chiaro; evidentemente i termini scelti non aiutano a conservare nella memoria questi due concetti di metodo scientifico. Non è neanche di grande aiuto la definizione del terzo metodo scientifico.

Una caratteristica di entrambi i metodi scientifici è che possono andare dal generale al particolare o viceversa, in un senso o nell’altro. Entrambi utilizzano la logica e giungono a una conclusione. E alla fin fine hanno sempre elementi filosofici nascosti.

Entrambi i metodi scientifici sono solitamente suscettibili di verifica empirica. Sebbene il metodo deduttivo sia proprio delle scienze formali e quello induttivo delle scienze empiriche, nulla impedisce l’applicazione indistinta di un metodo scientifico o dell’altro ad una teoria determinata.

Secondo me, senza voler entrare in polemica su questo tema, la differenza fondamentale fra il metodo deduttivo e il metodo induttivo è che il primo aspira a dimostrare, mediante la logica pura, la conclusione nella sua totalità partendo da premesse, in modo da garantire la veracità delle conclusioni, se non si invalida la logica applicata. Si tratta del modello assiomatico proposto da Aristotele come il metodo scientifico ideale.

Il metodo induttivo, invece, crea leggi a partire dall’osservazione dei fatti, mediante generalizzazione del comportamento osservato; in realtà, ciò che compie è una sorta di generalizzazione, senza che possa giungere ad una dimostrazione delle suddette leggi o insieme di conclusioni mediante la logica.

Tali conclusioni potrebbero essere false e, al contempo, l’applicazione parziale eseguita dalla logica potrebbe mantenerne la validità; per questo il metodo induttivo richiede una condizione addizionale, la sua applicazione si considera valida finché non si trova nessun caso che soddisfi il metodo proposto.

Il metodo ipotetico-deduttivo o di verifica d’ipotesi non implica, in principio, nessun problema, giacché la sua validità dipende dai risultati della stessa verifica.

Questo metodo scientifico si usa solitamente per migliorare o precisare teorie previe in funzione di nuove conoscenze, dove la complessità del modello non consente formulazioni logiche. Ha dunque un carattere predominantemente intuitivo e richiede, non solo per essere rifiutato ma anche per imporre la propria validità, la verifica delle sue conclusioni.

Si potrebbe proporre, per queste tre versioni del metodo scientifico, la definizione di metodo deduttivo, metodo intuitivo e metodo sperimentale o metodo di verifica, o qualsiasi insieme di parole che faccia riferimento alle loro differenze fondamentali e non comporti problemi per la memoria linguistica. Ciononostante, in questa esposizione, manterrò la nomenclatura generalmente utilizzata.

La Teoria Generale dell’Evoluzione Condizionata della Vita sarebbe, in principio, una teoria fondata sul metodo ipotetico-deduttivo o metodo di verifica delle ipotesi.

La teoria di Darwin, invece, si collocherebbe nel metodo induttivo; con la differenza che, nonostante si trovino esempi contrari, non è invalidata ma si adatta per far quadrare ogni triangolo. Quali ne saranno le ragioni?
Come ho detto prima, ogni teoria deve essere resistente alla propria refutazione, tuttavia una teoria che non può essere ribattuta da nessun fatto immaginabile non è scientifica. L’impossibilità della verifica di una teoria scientifica non è una virtù, bensì un vizio.


El conocimiento personal   Il metodo scientifico di Galileo Galilei

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Mª José T. Molina
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