4.a.4. Metodo di ricerca scientifica applicata alla Fisica Moderna

Se il metodo di ricerca in Fisica Generale s’indebolisce per alcuni concetti, in Fisica Moderna gli esempi sono più abbondanti, come quelli che vedremo, riguardanti la Teoria della Relatività e la Meccanica Quantica. Nel libro online della Teoria della Relatività, Elementi e Critica, sono esposti minuziosamente numerosi problemi di tale teoria con il metodo scientifico.

Non sostengo che la Teoria della Relatività sia errata, ha parti un po’ corrette e parti molto sbagliate, ma è soprattutto una delle teorie che più complica artificialmente la conoscenza della realtà e il progresso della scienza.

Come c’era da aspettarsi, il massimo esponente della degradazione del metodo di ricerca scientifica applicata appartiene alle teorie fisiche di ultima generazione, che danno l'impressione di fare a gara per vedere chi sostiene le cose più sorprendenti. Succede perché si sceglie l'utilità come base filosofica del metodo scientifico.

È anche vero che analizzando la storia della fisica si capiscono molte cose e perché ha cambiato nome nel corso della storia.

Serve di consolazione che la stessa comunità scientifica manifesti che la Teoria della Relatività è incompatibile con la Meccanica Quantica.

Qui di seguito si commentano alcuni aspetti in relazione con il metodo di ricerca scientifica nella teoria della fisica più famosa della Fisica Moderna:

  • Teoria della Relatività.

    Non è facile capire perché si sia giunti ad accettare una teoria che rompe in modo artificiale e un po’ brusco concetti così basici come il tempo e lo spazio.

    Dal punto di vista del metodo di ricerca scientifica è rilevante il fatto che mediante una filosofia relativista si generalizzi a tutto l'universo il comportamento della luce sulla Terra. È un comportamento che si ripete in altre branche della scienza, l'egocentrismo umano è tremendamente recidivo.

    In un certo senso, ciò che è avvenuto con la Teoria della Relatività del tempo di Albert Einstein, all'inizio del secolo scorso, è stato il contrario della teoria della Selezione Naturale 50 anni prima; nella teoria di Darwin veniva escluso ogni aspetto che fosse in rapporto alla vita come un ente reale con volontà propria, riducendo tutto il problema al risultato del caso determinista.

    Con la Teoria della Relatività del tempo, forse per reazione o per complesso di colpa della comunità scientifica di fronte ad un’eccessiva indifferenza della scienza, si impone a un ramo della scienza una caratteristica della vita in modo artificiale.

    Da un lato coincideva con le formule matematiche di Lorentz del posizionamento relativo, dall'altro, poiché non lo capiva nessuno, sembrava molto carino, e dall'altro ancora sembrava rispondere a qualcosa di strano come la variazione soggettiva della percezione del tempo nella vita reale, o a qualcosa di ancora più complesso come le possibili variazioni reali del tempo soggettivo o interno trattate nel libro on line dell'Equazione dell'Amore.

    La Teoria Spaziale della Relatività, sebbene abbia consentito alla scienza di compiere un importante passo avanti nel secolo scorso, contiene una serie di inconvenienti, concetti e supposizioni che a mio parere sono completamente sbagliati.

    Oltre alle relative relatività del tempo e dello spazio, in quanto concetti astratti, ci viene detto che il tempo e che lo spazio dipendono da ogni osservatore e dalla sua velocità. Ciò significa che esistono simultaneamente e nello stesso posto diversi tempi e spazi.

    Per di più viene così accentuata l'idea della velocità massima della luce che si applica addirittura non solo alle velocità fisiche, ma anche alle velocità astratte, come quelle di separazione o con cambi arbitrari di sistema di riferimento. Quando in più si applica in esperimenti mentali, impossibili da verificare empiricamente, il risultato può essere coerente con qualsiasi teoria filosofica.

    Insomma, possono succedere molte cose strane, e succedono come conseguenza di un’eccessiva influenza filosofica e matematica sulla fisica.

    Si giunge al punto estremo di presentare orologi che, partendo da una stessa misurazione o stato, per diverse circostanze finiscono per segnare ore diverse e scientificamente si sostiene che non sia dovuto a un errore di misura. Davvero impressionante e azzardato!

    La cosa più importante sono i concetti intuitivi basici e non le formule complicate, perché se il metodo di ricerca scientifica applicata perde i primi, le formule non ci diranno assolutamente niente, o comunque niente che si possa comprendere.

    È proprio ciò che credo che sia avvenuto con la Teoria della Relatività Generale, si è persa in formule per dei risultati soddisfacenti, raccoglie indubbiamente delle regole reali del comportamento della natura, ma terribilmente sbagliate concettualmente per l'influenza matematica.

    In realtà il metodo di ricerca scientifica applicato dovrebbe ridefinirsi metodo di ricerca tecnica perché avrà come effetto progressi tecnici, ma la conoscenza concettuale svanisce poco a poco fino al punto che io non la definirei conoscenza scientifica.

    Ritornando a parlare del tempo, il tempo esterno o convenzionale non si altera in nessun modo perché difatti dovrebbe, secondo me, smettere di essere ciò che è, un concetto astratto e assoluto per pura convenzione. Con lo spazio succede lo stesso, tuttavia bisogna riconoscere che si possono anche definire in modo relativo, la recriminazione principale è che si voglia sostituire una cosa con l'altra o eliminare il tempo come concetto assoluto.

    Corridoio dell'ospizio di Van Gogh (Immagine di dominio pubblico)
    Corridoio dell'ospizio di Van Gogh

    Espressioni come il continuum spazio-tempo, la velocità del tempo, la gravità come effetto geometrico o il cambio costante di unità di misura di tutto il Sistema Internazionale di Unità di Misura (SI), non mi sembrano la cosa più adatta per un metodo autodefinitosi di investigazione scientifica. Più commenti riguardanti questo tema si trovano nel libro on line della Fisica Globale.

  • La Meccanica Quantica.

    Un passo ancora più azzardato che spaventa i neuroni è quello compiuto dalla Meccanica Quantica, forse perché è posteriore alla Teoria della Relatività.

    Forse questi nuovi concetti mi sono ostici, ma soprattutto l'affermazione che il gatto è vivo e morto al contempo mi è difficile da immaginare.

    È quasi simpatico che quando non si sa qualcosa si applica il principio d'incertezza, sebbene non si possa dubitare della sua utilità perché in realtà limita l'incertezza ad uno spazio più limitato.

    Che l'effetto del fenomeno fisico possa essere precedente alla propria causa fa sì che i miei neuroni ballino poH piH. Mi dispiace, ma stare in due posti allo stesso tempo fa uscire dai gangheri il mio particolare metodo di ricerca scientifica applicata o teorica.

    Orbene, la Meccanica Quantica ha qualcosa di meraviglioso: la sua incompatibilità con la relatività. Lo ripeto perché ci viene detto un numero infinito di volte che la Teoria della Relatività e la Meccanica Quantica sono state dimostrate fin troppo nel corso di un secolo, immagino che si tratti di un’ennesima paranoia del metodo di ricerca scientifica a cui ci hanno abituati.

  • La Teoria delle Stringhe.

    Il premio va indubbiamente alle Teoria delle Stringhe (talvolta definita Teoria delle Corde), con le dimensioni del suo vestito su misura.

    L'idea è geniale, poiché non si sa dove va a finire la massa-energia assorbita da un buco nero, ci inventiamo una o una decina di dimensioni aggiuntive in cui entra tutto e risolto il tema dell'unificazione, ci saranno sicuramente anche dimensioni aggiuntive disponibili in caso di bisogno impellente, ad esempio per spiegare una fonte bianca o una stella di neuroni.

    Meno male che non possano ancora dimostrare empiricamente la Teoria delle Stringhe. Allora non capisco perché no, se hanno provato che lo spazio si stira e il tempo si dilata, io direi che si potrebbe provare qualsiasi cosa. Forse perché sarebbe l'uoccia che colma il vaso di drop.

 

 

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Quando Goblin finì il libro,
chiamò María José per dirglielo ed aggiunse tutto contento:

–La prima cosa da fare
è tranquillizzarsi ed accettare l’impossibile :)–

Allora María José gli rispose:

–Se non ti conoscessi, mi stupiresti continuamente;
indubbiamente tutta questa ironia non fa bene.