2. GRAVITÀ ED ETERE GRAVITAZIONALE

2.a) Legge di Gravitazione Universale di Newton

Newton unificò matematicamente la forza di gravità sulla Terra con la forza che governa l’orbita dei pianeti con il suo Principio di Gravitazione Universale, non apportò però nessun ragionamento fisico sulle cause meccaniche che lo sostenevano. Lo stesso Newton indicava che non gli piacevano le forze a distanza.

Posteriormente, la Teoria della Relatività di Einstein aggiunse una piccola distorsione dello spazio per aggiustare l’orbita dei pianeti alle osservazioni astronomiche. Se il Principio di Gravitazione Universale era una legge puramente matematica, la Teoria della Relatività utilizza delle equazioni matematiche così complesse che non solo l’interpretazione fisica rimane vaga, ma anche la stessa interpretazione matematica nella maggior parte dei casi è immaginaria. Un amico di Mensa, l’erbivoro, ha sempre avuto molta immaginazione e sublima le teorie di Einstein.

Fondamentalmente, sembra che debbano esistere due cause diverse nella teoria della gravitazione. Una che giustificherebbe la forza gravitazionale classica o Legge di Gravitazione Universale di Newton e, un’altra, il problema della precessione anomala dell’orbita di Mercurio spiegata matematicamente dalla Relatività Generale di Einstein nel 1915 con la stessa formula usata per Paul Gerber nel 1898.

Matematicamente il problema viene più o meno risolto dalla combinazione della Legge di Gravitazione Universale e dalla Teoria della Relatività, perché si conosce la quantificazione degli scambi dovuti alle forze gravitazionali fra energia cinetica e potenziale gravitazionale ed il mantenimento dell’energia meccanica.

L’interazione gravitazionale è responsabile delle variazioni fra energia cinetica ed energia potenziale elastica, associate ad una massa nell’etere globale o gravitazionale –struttura reticolare della materia– con simmetria radiale.

Un approccio all’interazione dell’etere gravitazionale con i corpi con massa, e dell’etere luminoso con l’energia elettromagnetica, dovute all’attrazione gravitazionale è illustrato nel libro Fisica et Dinamica Globale nella sezione sulla Fisica del movimento con l’analisi della dinamica del movimento della luce e della caduta libera dei corpi con massa.

D’altra parte, nella sezione sugli Esperimenti d’energia di questo libro viene dettagliato il calcolo della curvatura della luce nelle lenti gravitazionali della precessione del perielio dell’orbita di Mercurio.

Un conto è però la formula matematica, e l’altro la spiegazione fisica sottostante; il problema della causa atractis si complica per l’esistenza di due cause o componenti delle forze d’attrazione gravitazionale, che spiegheranno le accelerazioni della massa, associate al classico Principio di Gravitazione Universale di Newton e con la distorsione immaginaria dello spazio-tempo di Einstein in rapporto alla precessione anomala delle orbite dei pianeti rispetto alla Meccanica Celeste.

Tuttavia, il fatto che la luce devii in un campo gravitazionale esattamente il doppio della massa secondo la Legge di Gravitazione Universale, mi ha portato a sospettare che dovrebbe esserci una relazione speciale fra le cause di entrambe le deviazioni.

La Fisica Globale risolve anche il problema del calcolo della forza di gravità con la Legge di Gravità Globale.

In questa formula della Legge di Gravità Globale non appare la massa globale perché, se apparisse, dovrebbe farlo ad entrambi i lati dell’equazione matematica.

È noto che la forza d’attrazione fra due corpi è inversamente proporzionale al quadrato della sua distanza. Questa formula dell’accelerazione gravitazionale è uguale alla formula del Principio di Gravitazione Universale di Newton, se consideriamo l’effetto diretto della velocità sull’interazione gravitazionale. Intendendo sempre per velocità, la velocità misurata rispetto al sistema di riferimenti naturale fornito dall’etere cinetico, gravitazionale o globale.

Legge della Gravità GlobaleLegge di Gravità Globale

Secondo le leggi matematiche proposte dalla Fisica Globale, la forza di attrazione gravitazionale è dovuta alle due componenti dell’atractis causa, a seconda delle variabili.

  • Massa globale.

    La forza gravitazionale sarà proporzionale alla massa globale, vale a dire, la massa in riposo più la massa equivalente all’energia cinetica.

    L’incremento della forza di gravità per l’incremento della massa globale non influirà sull’orbita di Mercurio, perché la maggior forza di gravità dovrà accelerare la maggior massa globale. Quindi, sia nella formula con soltanto questa componente dell’atractis causa che nella formula di Newton, la massa oggetto della forza di gravità non appare ed entrambi i risultati sarebbero identici rispetto al movimento.

  • Velocità di massa - Merlin Effetto.

    Questa seconda componente sarebbe la metà della forza di gravità che subirebbe l’energia elettromagnetica dovuta alla sua velocità, che sarà equivalente all’energia cinetica della massa globale. Si ricordi che la curvatura della luce per l’effetto di lenti gravitazionali è il doppio della deviazione della massa. Una parte compenserebbe l’incremento di massa globale e un’altra che costituisce questa seconda componente dell’atractis causa.

    Per aggiungere la massa equivalente dell’energia cinetica alla formula del Principio di Gravitazione Universale di Newton bisogna correggere il suo valore per 2π, 2 per il duplice effetto dell'interazione gravitazionale dell'energia cinetica e π perché è un movimento lineare nell'equazione dell'accelerazione di gravità g. È un tema simile alla differenza fra la costante di Planck e la costante ridotta di Planck.

    La Legge di Gravità Globale riflette trasferimenti di energia fra l’etere gravitazionale e la massa, e fra l’etere luminoso con l’energia elettromagnetica, dunque le magnitudini rilevanti sono sempre i diversi tipi di energia; non solo, la massa è una manifestazione di energia elastica accumulata.

La seconda componente dell’atractis causa della teoria di gravitazione la chiamo effetto Merlin per le sue implicazioni sul movimento dei corpi con massa (Mercurio) e la propagazione della luce (Lighting)

La differenza della Fisica Globale con la Teoria della Relatività è che mentre Einstein utilizza l’energia cinetica per alterare lo spazio-tempo e quadrare le orbite dei pianeti, la Fisica Globale definisce una forza addizionale o seconda componente dell’atractis causa, modulata anche dall’energia cinetica, per spiegare la realtà fisica senza alterarla.

Forza di gravitazione Cuore stregato
Cuore stregato

Come ho segnalato, Newton era consapevole che la sua teoria della gravitazione non spiegasse i meccanismi meccanici della forza di gravità e che lui stesso definì forze a distanza. La Fisica Moderna non solo non spiega i meccanismi della realtà materiale che forniscono l’energia per le suddette accelerazioni o i cambi nel continuum o, almeno, dove e quando agisce questi meccanismi, ma mette in dubbio i concetti più basici della sua ragion d’essere, come la realtà fisica, lo spazio, il tempo, ecc.

La Fisica Globale tenta un approccio a tali meccanismi mediante l’interrelazione fra l’etere gravitazionale o cinetico e la massa.

La figura del cuore stregato agevola la comprensione intuitiva della forza de gravità come risultato della vibrazione dell’etere gravitazionale. Se nella figura facciamo vibrare i fili, ogni oggetto o proprietà energetica sugli stessi tenderà a spostarsi verso l’alto o verso –dove i fili sono più separati–, ammesso che quest’oggetto abbia un’orientazione spaziale neutra.

Se l’oggetto avesse forma di triangolo nero potrebbe certamente spostarsi in senso contrario, perché la sua configurazione spaziale potrebbe presupporre un effetto maggiore sullo scambio di energia di quello della configurazione spaziale dei fili. Un’analisi più dettagliata del movimento si può trovare nella sezione su Fisica del movimento con gravità del libro della Fisica et Dinamica Globale.

  • Esperimento fisico casalingo.

    Come esempio intuitivo, ma non del tutto corretto, si può indicare che l’effetto Merlin o seconda componente dell’atractis causa sarebbe definito dalla forza di gravitazione addizionale nel caso in cui l’oggetto si stesse rimuovendo sui fili, perché produrrebbe più punti di contatto con gli stessi.

  • Esempio semplice del piccione.

    Con le identiche limitazioni di esempio non perfetto, varrebbe anche l’idea del volo di un piccione con o senza vento.

In modo più specifico e ricordando le caratteristiche del modello della Fisica Globale di spazio euclideo, il tempo assoluto e l’essere rinormalizzabile, direi che il meccanismo dell’interazione gravitazionale è unico per la deviazione della massa e della luce, e che è pure lo stesso per gli effetti della Legge di Gravitazione Universale di Newton e quelli della Teoria della Relatività di Einstein in rapporto all’orbita dei pianeti.

In altri termini, sto descrivendo l’unificazione delle due componenti dell’atractis causa. In questo senso, ciò che cambia in un caso o nell’altro è l’attivazione o l’effetto quantitativo dell’unico meccanismo esistente.

Il tema della configurazione spaziale nell’interazione gravitazionale è molto importante perché consentirà, giunto il momento –vedi libro della Fisica et Dinamica Globale–, di chiarire con maggior precisione alcuni concetti, fra i quali il movimento, la forza, il tempo, lo spazio e la velocità, che per il momento sono un po’ imprecisi con così tanta relatività e tanta incertezza.

Infatti, sia la Legge di Gravità Globale che la Legge di Gravitazione Universale non solo si possono riscrivere in termini di energia al posto di massa, metterlo in pratica sarebbe la cosa più adeguata. In fin dei conti, le unità scelte non cambiano il risultato, a titolo d’esempio si può citare ciò che fanno le equazioni di campo della Relatività Generale con la conversione ad unità geometriche.

Le componenti dell’atractis causa si discuteranno con maggiori dettagli parlando del movimento, dell’energia cinetica e delle stesse Leggi di Gravità Globale, considerando la natura della luce e della massa secondo la Meccanica Globale.