9. Paradigmi cognitivi ed educativi

Lo studio EDI conferma in linee generali le previsioni della Teoria dell'Evoluzione Condizionata della Vita e dello sviluppo della Teoria Cognitiva Globale, ciò che indica un nuovo paradigma cognitivo sia per il carattere ereditario dell'intelligenza che per gli aspetti funzionali su base biologica.

Allo stesso modo, se si confermano queste caratteristiche dei processi cognitivi, riguarderanno anche il paradigma educativo.

Prima di enumerare le principali conclusioni dello Studio EDI dell'intelligenza, bisognerebbe rimarcare che è stato verificato in tutti i casi che la relazione stimata fra le variabili dipendenti e indipendenti dei modelli analizzati non è avvenuta per caso mediante il valore osservato della funzione statistica F di Fisher.

Salvo errori ed emissioni, possiamo riepilogare i risultati principali di questo studio statistico sul paradigma cognitivo e sull'intelligenza nei seguenti punti:

  • Viene dimostrato il carattere fondamentalmente ereditario dell'intelligenza relazionale

  • La difficoltà storica della percezione di questa caratteristica delle funzioni cerebrali e dei processi cognitivi è dovuta principalmente ai seguenti fattori:

    • La multifunzionalità dell'intelletto umano.

    • L'assenza di una base teorico-filosofica che apporti le leggi del paradigma cognitivo che sembrano reggere la formazione del potenziale intellettuale risultante di una mescolanza genetica particolare. In altre parole, l'identificazione teorica del gene o cromosoma significativo per casi concreti dell'intelligenza condizionale.

    • La non espressione di una parte della carica genetica dell'intelligenza.

    • La mancanza di stabilità dell'espressione del suo potenziale intellettuale, ciò che, con il punto precedente, complica la delimitazione del paradigma educativo.

    • I problemi della misurazione dell'intelligenza.

      In certi casi, le diverse misure dei quozienti d'intelligenza di una stessa persona potrebbero avere le stesse deviazioni di quelle dei gemelli identici (monozigotici o monoovulari) o di quelle dei gemelli dizigotici (o biovulari), che a loro volta sarebbero concettualmente simili a fratelli normali semi-mono-ambientali.

    • Scarsità di dati realmente disponibili per lo studio dell'intelligenza genetica, per la natura molto personale del loro contenuto, il costo economico e la sensibilità sociale del paradigma cognitivo ed educativo.

    • Aleatorietà della combinazione genetica mendeliana. Tranne quest’ultima, che è di natura discreta, le altre aleatorietà coinvolte sono variabili continue.

    • L'esistenza di limitazioni funzionali o problemi di genetica nell'espressione del potenziale intellettuale con un carattere sconosciuto finora e trattato perciò come se fosse aleatorio. Tuttavia sono state indicate alcune delle possibili cause.

    • La necessità di una grande capacità di calcolo statistico e della comprensione intuitiva dei suoi risultati.

  • Sembra che il metodo di verificazione dell'informazione genetica (VIG) sia operativo nell'espressione del potenziale intellettuale secondo quanto previsto, e proposto, dalla TGECV – Teoria Generale dell'Evoluzione Condizionata della Vita – per la sua validazione empirica seguendo il metodo scientifico di confutazione d'ipotesi.

    Per il caso di cui ci occupiamo, questo metodo segnala che l'informazione genetica significativa in rapporto all'intelligenza sarà quella comune ad entrambi i genitori; il che indica un nuovo paradigma cognitivo poiché quasi tutti i processi cognitivi sono collegati a queste caratteristiche.

    Nuovo paradigma cognitivo(Immagine di dominio pubblico)
    Fuochi d'artificio

    Una conseguenza diretta di questo fatto sul paradigma educativo è la configurazione dello stesso concetto d'intelligenza come un insieme basico di capacità relazionali astratte con un alto grado di affidabilità della loro efficacia.

    Le implicazioni dell'esistenza del metodo VIG avranno conseguenze sui concetti di gene dominante e gene recessivo delle leggi di Mendel, secondo le precisazioni fatte dalla Teoria Generale dell'Evoluzione Condizionata della Vita.

  • Saranno stati calcolati circa 500 milioni di coefficienti di correlazione. Dallo studio di alcuni, mediante l'analisi della sensibilità dei parametri coinvolti nell'evoluzione dell'intelligenza, sembra che si possa evincere che sono i geni maschili quelli che portano a compimento l'evoluzione interna sia diretta che indiretta; aspetto che, d'altronde, era già stato segnalato dalla suddetta Teoria Generale dell'Evoluzione Condizionata della Vita, e che potrebbe anche influire sul paradigma cognitivo ed educativo.

    La percentuale d'evoluzione interna dell'intelligenza ottenuta nell'ottimizzazione statistica del modello è del 5% per quella diretta e di un altro 5% per quella indiretta. Questa quantità è congruente con gli studi sui dati generazionali, che fanno sì –fra le altre cose– che i testi d'intelligenza si debbano normalizzare ogni 15 o 20 anni, in particolare il cosiddetto effetto Flynn.

  • I punti precedenti appoggiano rigorosamente la logica dell'esistenza della differenziazione sessuale e dei suoi grandi vantaggi; malgrado ciò, non dobbiamo dimenticare che implicano soprattutto differenze di natura biologica.

    Giunti a questo punto è opportuno segnalare il possibile elemento d'evoluzione esterna apportato dal genere femminile ed in ogni caso la sua specializzazione nella tecnologia di materiali per poter realizzare la complessa missione di sviluppo iniziale dell'essere, ciò che richiede indubbiamente abilità speciali.

  • Se le conclusioni precedenti sono corrette, verrebbe dimostrata nel contempo l'esistenza di un’evoluzione finalista e non aleatoria, la teoria della selezione naturale passerebbe quindi ad un secondo piano temporale come appoggio dell'evoluzione, il che implicherebbe un ennesimo cambio del paradigma scientifico, quello dell'evoluzione; certo, sarebbe sempre un paradigma evoluzionistico ma non darwinista.

  • Occorrerebbe compiere studi dell'intelligenza più ampli alla luce degli straordinari risultati ottenuti (r² superiori a 0,9) per poter essere più precisi nelle conclusioni e nelle specificazioni sia qualitative che quantitative del modello; oltre ad ampliare lo studio a tipi d'intelligenza relazionale diversi dell'intelligenza in senso stretto che sono immersi nello stesso paradigma cognitivo.

    Un esempio di approfondimenti di questo studio si trova nella sezione sul Modello Globale Globus con selezione sessuale o del partner, aggiunto a settembre del 2002, qualche mese dopo aver concluso lo Studio EDI.

    Un altro esempio è nella pagina su Evoluzione dell’intelligenza del libro della Teoria Generale dell’Evoluzione Condizionata della Vita, in cui si spiega il nuovo esperimento di Darwinaltro, che non è ancora stato realizzato, per confermare i risultati dello Studio EDI con una metodologia diversa e per determinare il vero cromosoma, se non dovessero essere i cromosomi sessuali X e Y i responsabili dell’evoluzione dell’intelligenza.

  • Si è riusciti a creare vettori di quozienti artificiali d'intelligenza che possono consentire uno studio delle caratteristiche coinvolte e della loro variabilità a fasi; ad esempio, fissando la combinazione genetica mendeliana e in seguito le limitazioni funzionali, ecc.

    È importante sottolineare la scarsità di dati fonte, menzionata in precedenza, e l'elevato costo che può richiedere l'ottenimento di grandi quantità degli stessi.

Spero finora di aver rigorosamente rispettato le regole del metodo scientifico.

Il modello completo o Modello Globale contiene esattamente gli stessi parametri di cui fa uso il gioco gratis di biliardo Esnuka (1991). Ovvero gli algoritmi genetici oggetto di simulazione per computer sono gli stessi.

Per le conclusioni conseguite e le loro implicazioni filosofiche, sembra che gli dei della scienza attuale Ra n Dona, reminescenze dirette del dio mesopotamico Ale e dell'antica dea egizia Hator, non siano riusciti a continuare a nascondere la logica o intelligenza dell'evoluzione della vita, e neppure che essa si sia presentata formalmente, sia pure timidamente.