III.c) Le teorie di Einstein e il paradosso dei gemelli

In un libro di fisica in cui viene spiegato il paradosso dei gemelli, si dice alla fine: "... Ciò che è avvenuto è che le accelerazioni di A hanno modificato i suoi processi biologici e, applicando le conclusioni della relatività generale nel caso degli orologi accelerati, ecco che al suo ritorno A è più giovane di B..."

Anche se fosse vero, cosa improbabile perché è sempre un esperimento mentale impossibile ed immaginario, non significherebbe nulla rispetto alla presunta relatività del tempo.

Gemelli perplessi
Gemelli perplessi

Vediamo un controesempio, abbiamo due pezzi di legno identici, lasciamo immobile uno di loro e l’altro lo trasciniamo a grande velocità sul suolo e torniamo al luogo di origine dopo aver fatto qualche kilometro.
Molto probabilmente adesso ci sarà differenza di “età” dei due pezzi di legno. Mi dispiace, ma non osservo nessuna alterazione del tempo.

Avverrebbe lo stesso con il paradosso dei gemelli, uno di loro subirebbe l’effetto della velocità con alterazioni nella massa e, continuando l’esempio, completamente irreale, il suo metabolismo molto probabilmente potrebbe modificarsi in modo tale che invecchierebbe rapidamente (anziché morire d’emozione).

Ebbene, continuo a non osservare nessuna dimostrazione dei cambiamenti nella velocità del tempo, come affermano le teorie di Einstein. Sappiamo tutti che esistono animali con un metabolismo molto più veloce del nostro e non pensiamo che vivano in un mondo parallelo né niente di simile.

Riepilogando, nonostante possa essere in ultima istanza un esempio corretto, il paradosso dei gemelli ci pone di fronte a tre problemi importanti riguardanti il metodo scientifico. Il primo, di cui abbiamo già parlato, che è un esempio matematico ed irreale su aspetti vitali fuori dal loro normale contesto. Il secondo, perché seguendo la Relatività Speciale (RS) utilizza un linguaggio forzato e pieno di connotazioni tecniche mischiate al linguaggio popolare.

Infine il terzo problema del paradosso dei gemelli è che, poiché l’interrelazione dei primi due raggiunge i limiti della capacità del cervello umano, il buon senso è limitato artificialmente. In altre parole, perché non è stato cercato un altro esperimento mentale che non avesse tante difficoltà?

L’argomento mi sembra molto semplice, sempre ammesso che possiamo scambiare un gemello con l’altro (suppongo che sia questa l’idea del nome “paradosso dei gemelli”), se nulla lo impedisce (come nell’ipotesi della Relatività Speciale), uno non può mai essere più vecchio dell’altro. È ovviamente non c’è bisogno di ricorrere all’aiuto della matematica per questo ragionamento così semplice e chiaro.

 
  • Spiegazioni metaforiche in cui la metafora è la prova di se stessa

    La famosa parabola dei gemelli è uno degli esempi paradossali più utilizzati e più noti per descrivere le teorie di Einstein, e che più problemi solleva al metodo scientifico, giacché è un esperimento mentale totalmente teorico ed impraticabile.

    Il paradosso dei gemelli è una contraddizione intrinseca alla relatività del tempo che non ha soluzione se non si applica la Relatività Generale (RG), ossia creando sistemi di riferimento privilegiati per poter discriminare quale dei gemelli si muove o accelera di più, è esattamente il contrario di ciò che si intende per relatività pura.

    Inoltre la RS sarà sempre un caso speciale della RG dunque la soluzione dovrebbe essere presente nella prima teoria di Einstein.

    Di fatti la RG per molti aspetti dice proprio il contrario della RS in questo  modo, con definizioni su misura e con una o con l’altra si finisce per spiegare quasi tutto ciò che è reale e tutto ciò che è immaginario.

Le teorie di Einstein rappresentano un insieme di idee che funzionano. Funzionano perché includono le regole matematiche della natura, non può essere altrimenti. Ebbene, l’apparato matematico, quando non occulta le leggi fisiche, le denatura completamente.

Quanto ho chiesto a veri e propri esperti perché la luce subisce una deviazione doppia con la relatività rispetto alla Legge di Gravità di Newton, nessuno mi ha dato una ragione che non fosse matematica. Sarà che quasi nessuno o nessuno conosce il significato fisico delle equazioni di campo e delle loro operazioni per questo caso.

Oltretutto ciò non toglie che per le teorie di Einstein non vengano commessi altri errori importanti e che nell’insieme costituiscano oggigiorno un freno importante allo sviluppo della scienza in questa materia.

Funzionava anche la teoria di Tolomeo rispetto al geocentrismo terracqueo, finché smise di funzionare. Le teorie di Einstein significano non solo un ritorno al geocentrismo, come segnalato, ma un’enfatizzazione di questa linea, in quanto concedono il privilegio di trovarsi al centro dell’universo ad ogni punto o particella denominato osservatore.

Nella pratica, dunque, la Teoria della Relatività Generale crea un sistema di riferimento privilegiato dato che colloca la massa ed il suo effetto gravitazionale nella geometria dello spazio-tempo, nonostante si continui a invertire la definizione di gravità rispetto alla dicotomia matematica-fisica, a scapito della filosofia.

Per terminare questo libro on line, un po’ di prosa poetica. Oltre ai gemelli innocenti del paradosso mentale, vi sono elementi particolari che a mio avviso desiderano ritirarsi loro stessi, perché non si sentono a loro agio, mi riferisco a:

  • Il furioso amore.

    Tormentato dalle equazioni chimeriche. Mi ha detto che la mia lo affascina!

  • La relatività del tempo e dello spazio.

    Una cosa è relativizzare leggermente il tempo, come potrebbe essere un ipotetico caso del nanetto rosso venusiano, e l’altra i baratti così brutali che subisce il povero mesone prima di disintegrarsi, nonostante la sua breve vita media!

    Andando avanti con il mesone, anche questo deve avere occhi da aquila, perché vede ogni metro come se fossero sedici di quelli normali.

    Insomma, la matematica è uno strumento per spiegare la realtà, ma alterare la realtà fino a determinati estremi per spiegare la matematica mi pare che neanche il mesone nano possa capirlo del tutto.

  • L’ osservatore ignorante.

    Un osservatore voleva essere almeno così intelligente come siamo in grado di crearlo.

  • La pallida luce.

    Indebolita dalla lucentezza delle costanti della noia.

  • La triste gravità.

    Rinchiusa nell’immaginaria torre dello spazio-tempo matematico.

  • La scienza.

    Che sente la gravità dell’allontanamento ambientale fra la conoscenza scientifica e la sua comprensione basica da parte della società.

  • L’equivalenza.

    Cche si sente ingiustamente limitata ed esagerata, a seconda di come si osservi!

Comunque sia, non mi pare un compito facile convincere degli errori delle teorie di Einstein per cancellarle dalla faccia della terra, anche nel caso che siano davvero sbagliate.

Con il passar del tempo diventa un’impresa ardua, ma allo stesso tempo denota che il tempo non è poi così relativo come vorremmo alcuni esseri viventi.

Tempo al tempo!

* * *

 

 

 

Quando Cazzwick finisce il libro relativo, dice a Sir Magufo:

–Perché non andiamo di corsa a dirglielo a María José?–

Lui gli risponde:

–Va  bene, ma sai già cosa è successo
 quando le abbiamo raccontato che avevi scoperto
che se gli uomini sono mammiferi, le donne sono cazzifere.