GRAFICI STATISTICI

Il titolo di ogni grafico di questo studio dell'intelligenza orientato alla famiglia ci indica a che variabile del coefficiente intellettivo dei genitori (R o M & P) si riferiscono le correlazioni. Queste correlazioni sono rappresentate in ogni vertice o punto spesso delle linee di colore corrispondenti alle diverse variabili dei figli (F) oggetto d'analisi ed indicate nel riquadro nella parte destra del grafico.

Inoltre, nella parte sinistra del grafico compaiono le variabili formate dai diversi aggruppamenti da 1 a 10 valori dei 70 quozienti d'intelligenza (QI) esistenti per ognuna delle variabili del modello di dati originali, sia per i genitori che per i figli e senza ordine noto. A destra ci sono i gruppi della stessa grandezza, ma con valori ordinati prima del loro aggruppamento con la suddetta variabile, riportata sotto lo stesso, come criterio statistico d'ordine.

Insomma, si ottiene una percezione quasi istantanea della bontà, delle tendenze ed addirittura delle possibilità di miglioramento di 60 o più coefficienti di determinazione (r²). Tutto ciò ha permesso di calcolare e valutare approssimativamente circa 500 milioni di coefficienti di correlazione nell'insieme dello Studio EDI.

Studio dell'intelligenza - Metodologia della ricerca statistica



 

RICERCA QUANTITATIVA SUL CROMOSOMA DELL'INTELLIGENZA

1. Generale

La differenza osservata nella ricerca correlazionale del modello di dati con variabili di gruppo fra dati statistici originali prima ordinati e non ordinati indica chiaramente che la riduzione del numero di elementi delle variabili, e quindi i gradi di libertà del modello statistico quando i gruppi sono maggiori, non migliora di per sé le correlazioni.

L'incremento dei coefficienti di correlazione nel modello di dati con le variabili di gruppi con la grandezza di questi gruppi quando sono stati prima ordinati i dati statistici originali, è dovuto al fatto che sia le deviazioni inerenti i testi d'intelligenza sia le variazioni o differenze provocate dalla combinazione genetica mendeliana si compensano in misura maggiore e dentro di ogni gruppo, ciò che dà luogo ad una separazione più netta di ogni scalone.

Indipendentemente dai buoni adattamenti ottenuti in molti casi nella presente ricerca quantitativa, la tendenza a migliorare la correlazione con la grandezza dei gruppi fa supporre che, per gruppi di 20 elementi e con un campione più grande, i coefficienti di correlazione potrebbero situarsi oltre lo 0,9 in ogni caso.

2. Il metodo VIG nel Modello di dati dell'Intelligenza Sociale. Un’impostazione quantitativa dell'analisi statistica della natura dell'intelligenza

L'obiettivo principale dell'impostazione quantitativa dell'analisi statistica non era accertare il carattere ereditario dell'intelligenza di per sé, ma dimostrare la natura dell'intelligenza in rapporto all'esistenza ed al funzionamento del metodo di Verificazione dell'Informazione Genetica (VIG) segnalato dalla TGECV – Teoria Generale dell'Evoluzione Condizionata della Vita – per il caso particolare dell'intelligenza.

L'analisi dell'intelligenza mediante i concetti delle leggi classiche di Mendel del gene recessivo e del gene dominante o, detto più correttamente, la determinazione dei criteri per identificare il cromosoma o gene significativo ed i meccanismi d'espressione del codice genetico intellettuale in senso stretto.

Nei quadri contenenti i risultati della ricerca quantitativa della simulazione dell'evoluzione dell'intelligenza e nei loro corrispondenti grafici di correlazione e regressione multipla, si può constatare come il criterio d'ordine in funzione di M1P1 sia decisamente buono, confermando le previsioni di comportamento corrispondenti ai meccanismi d'espressione genetica frutto della presenza del metodo di verificazione dell'informazione genetica VIG nella natura dell'intelligenza.

Bisogna ricordare che per la combinazione genetica mendeliana, se il metodo di verificazione dell'informazione genetica VIG svolge una funzione nell'evoluzione dell'intelligenza, le variabili F dei figli hanno, nella loro configurazione, proprio il componente M1P1 con una probabilità del 50% solo se l'informazione si concentra in gran parte in un unico cromosoma dell'intelligenza.

Anche il fatto che la variabile R sia molto buona, sia come funzione obiettivo che come criterio statistico d'ordine nella simulazione dell'intelligenza, ha un senso perché ha dati migliori, incorpora, infatti, in modo effettivo, l'elemento risultante dalla combinazione genetica secondo le leggi di Mendel. È strano che, ciononostante, sia leggermente peggiore della M1P1 come criterio statistico d'ordine.

Per confermare il risultato raggiunto nell'analisi dell'intelligenza rispetto al comportamento previsto dal metodo di verificazione dell'informazione genetica VIG, utilizzeremo un criterio statistico speciale, nell'ordine opposto a M1P1; cioè, nell'ordine del vettore di valori che otterremo prendendo il QI maggiore di M2 e P2, che definiremo 2P2M.

Il risultato della simulazione dell'intelligenza è nettamente più povero con 2P2M che con M1P1, possiamo quindi accettare, con maggior rigore e finché non si dimostri il contrario, che il metodo VIG o qualcosa di simile è operativo nella trasmissione ereditaria dei caratteri associati all'intelligenza.

La precisione dei risultati dell'analisi dell'intelligenza è davvero importante quando si interpretano con una certa sicurezza; quando le linee corrispondenti alle variabili F dei figli e i loro diversi raggruppamenti seguono una tendenza simile, possiamo presumere che i risultati non siano conseguenza di coincidenze statistiche. Ciò avviene in particolar modo con le variabili X3 ed X6.

3. Su questo grafico particolare dell'analisi statistica.

Il coefficiente di determinazione maggiore di questo grafico è 0,67

L'indice di correlazione multidimensionale (ICMG) è 11,79

Come si può osservare chiaramente, le variabili quantitative dei figli F, che sono le variabili dipendenti studiate nella ricerca correlazionale, si comportano in modo molto simile rispetto alla variabile esplicativa R