3.c.2. La velocità della luce

Riuscire a delimitare il concetto di velocità della luce, se è costante o no, il suo sistema di riferimento privilegiato e le sue relazioni con la massa, energia e gravità, è un compito difficile, eppure un po’ più semplice dopo lo sviluppo della Meccanica Globale.

Ho l’impressione che il modello fisico attuale sia un puzzle risolto parzialmente ed incorrettamente, in cui sono state forzate la forma e la grandezza uguale di tutti i pezzi quando non lo sono. Qualcosa di simile alla quadratura del circolo. Dunque per risolvere il puzzle bisogna prima ricomporre l’aspetto reale dei pezzi ed incominciare da zero.

Vediamo alcune considerazioni riguardanti il concetto di velocità della luce dalle diverse prospettive che ci forniscono equazioni o relazioni in cui interviene:

  • Relazione fra spazio e tempo.

    La Fisica Globale ritiene che lo spazio ed il tempo siano concetti astratti ed assoluti.

    Lasciando da parte le ironie sulle meditazioni dei valori assiomatici e dimenticando il paradigma attuale della Fisica Moderna, diciamo che il concetto di velocità della luce per la Dinamica Globale è come quello di ogni altra velocità: lo spazio euclideo percorso in un’unità di tempo assoluto, con alcune particolarità.

    Un esperimento fisico con la velocità della luce per dimostrare che esiste la simultaneità, contro quanto sostenuto dalla Teoria della Relatività Speciale di Einstein, è il seguente:

    • Il Treno della Strega sull’esistenza della simultaneità.

    Nello stesso tempo, dal punto di vista della sopravvalutata utilità per la filosofia della scienza, non si possono negare i vantaggi di uno spazio euclideo e di un tempo assoluto.

  • Velocità della luce indipendente da quella della sua fonte.

    Dai numerosi esperimenti ottici e da osservazioni empiriche si evince che la velocità di propagazione della luce è indipendente dalla velocità della sua fonte.

    L’esperimento che mostra chiaramente l’indipendenza della velocità della luce rispetto alla sua fonte è:

    • L’Effetto Sagnac, poiché seppe controbattere definitivamente la teoria balistica della luce.

    Localmente, la velocità della luce è costante ed indipendente da quella della sua fonte, intendendo con velocità locale quella che possiede le seguenti caratteristiche:

    • Assenza di alterazione qualitativa e quantitativa del mezzo di supporto o etere luminifero.

    • Spostamento misurato sin da dentro il mezzo di supporto, vale a dire, con origine di riferimento solidario al etere luminifero nel senso del principio di relatività di Galileo.

    Con quest’affermazione non ci sono problemi perché siamo tutti d’accordo, anche se per motivi diversi. La ragione è che non c’è bisogno di applicare le trasformazioni di Lorenz, dato che siamo in un ambiente puramente classico.

    La velocità della luce è costante ed indipendente da quella della sua fonte o oggetto all’interno del sistema di riferimento naturale. Se misuriamo la velocità della luce sulla Terra ci darà un valore, ma se la misuriamo dal di fuori, ad esempio dal Sole, il valore deve cambiare, tranne se facciamo un trucco di magia o cambiamo il concetto di velocità, ovvio.

  • Indipendenza condizionata della fonte della velocità della luce (mezzo di supporto o etere luminifero)

    Questa caratteristica di indipendenza condizionata della fonte si riferisce a ciò che si intende con fonte di luce; un oggetto della vita quotidiana, un pianeta ed il suo campo gravitazionale o una nave spaziale. L’errore commesso di solito è generalizzare il caso di un oggetto solidario al campo di gravità della Terra.

    Un esempio di tale argomentazione sarebbe pensare alla fonte della velocità di un proiettile sparato su un treno. Se consideriamo le varie armi in movimento con il treno o il treno stesso, e se misuriamo la velocità dei proiettili dal treno in movimento o dall'esterno.

    Nel libro sugli Esperimenti di Fisica Globale vengono proposti esperimenti scientifici sui diversi tipi di fonte di luce sulla Terra e nello spazio.

    Altrimenti non avrebbe senso quanto segue: se nello spazio interno di Plutone la luce si muove a velocità *c*, ha la stessa velocità rispetto al Sole di quella che ha quando viaggia dalla Terra a velocità *c*, ma anche rispetto al Sole.

    È evidente che la velocità della Terra e Plutone è diversa rispetto al Sole o origine del sistema di riferimento usato nell’esempio e che, in scienza, è bene essere scettici rispetto all’aiuto di fattucchieri o streghe nei calcoli perché, sebbene possano dare frutti all’inizio, a lungo termine sono controproducenti.

    Una cosa è trasformare la velocità quando si cambia il sistema di riferimento e un’altra trasformarla senza cambiare il sistema perché, nell’esempio proposto, il Sole è il sistema di riferimento per entrambi i pianeti.

    Il modello della Meccanica Globale afferma che la luce è un’onda trasversale di tipo meccanico sulla tensione de la curvatura longitudinale dell’etere globale, sistema di riferimento naturale o sistema privilegiato della velocità della luce, qui è il campo gravitazionale in quanto mezzo di supporto su cui si sposta, nel senso che presuppone una perturbazione dello stesso ed è dunque trascinata totalmente.

    Detto in altri modi, la velocità della luce è additiva rispetto al suo sistema di riferimento naturale o sistema di riferimento privilegiato. In breve, il campo di gravità è l'etere luminifero, che è diverso dall'etere globale.

    Etere luminifero Propagazione de un fotone
    Disegno della propagazione de un fotone attraverso l'etere luminifero

    Fra gli esperimenti esposti nel libro di Esperimenti di Fisica Globale che avallano questa proprietà delle onde elettromagnetiche, si trovano:

    • Esperimento di Michelson-Morley.

    • Il nuovo esperimento fisico nello spazio Remoto Michelson-Morley (LMM o LISA)

  • Velocità della luce costante o variabile.

    Un altro elemento da considerare è la diversa velocità di propagazione della luce con il mezzo e le sue condizioni, ad esempio, nell’aria dipende anche dalla densità, dalla pressione e dalla temperatura, e nell’acqua non è la stessa che nel ghiaccio. Se la gravità è il mezzo di supporto, queste variazioni della velocità potrebbero essere dovute alla gravità interna del mezzo e di conseguenza delle variazioni dell’intensità del campo di gravità dovrebbero ripercuotersi anche sulla velocità della luce, sarebbe qualcosa di simile alla tensione e alla configurazione spaziale dell’etere globale.

    Indipendentemente dalle condizioni di cui sopra, dalle osservazioni della velocità della luce sappiamo che è costante in ogni mezzo o, detto in altre parole, che cambia con il mezzo. Per questo la Dinamica Globale afferma che la velocità della luce cambia con la densità reticolare e con la tensione longitudinale dell’etere globale.

    La costanza della velocità della luce è oggetto di discussione, dal punto di vista delle Equazioni di Maxwell e di un’onda meccanica in un mezzo non dispersivo, nella sezione Proprietà delle onde di luce o fotoni del libro della Meccanica Globale ed in quella delle Equazioni di Maxwell menzionate del libro sulla Teoria della Relatività, Elementi e Critica.

    Effettivamente, le misurazioni della velocità della luce esistono e pare che sia costante nel vuoto, sebbene occorra trasformarla adeguatamente, alcuni dicono addirittura che sia stata misurata e che sia esattamente di 299.792.458 m/s.

    Dopo aver visto l’attuale definizione di metro, non ci sono dubbi sull’esattezza di queste misurazioni. Da notare che il metro è 1/299.792.458 dello spazio percorso dalla luce in un secondo, parlando in termini relativi, ovviamente.

    Bisogna prendere in considerazione che quando le osservazioni non danno il suddetto valore, si realizza una trasformazione asintotica delle unità di spazio, tempo o di entrambe, per rendere constante la velocità della luce, dato che la costanza della luce nel vuoto è un assioma imposto a priori nel modello relativista di Einstein. Immagino che se fosse così costante non sarebbe necessario correggerla. Questa trasformazione comporta inoltre il cambiamento di quasi tutte le unità del Sistema Internazionale di Unità (SI)

    Esempi molto illustrativi su sistemi di riferimento, misure della velocità e trasformazioni sono le spiegazioni classiche e relativiste sul fenomeno dell’aberrazione stellare della luce.

  • Limite della velocità della luce e velocità massima.

    La velocità massima in un mezzo, ad esempio l’acqua, non impedisce che ci sia una velocità maggiore in un altro mezzo. Allo stesso modo, la velocità della luce o velocità massima nel vuoto normale o struttura reticolare della gravità varia a seconda della densità reticolare e della tensione longitudinale dell’etere globale, che compongono l'etere luminifero.

    E per di più, lo spostamento dell’etere luminifero nei processi di espansione e contrazione reticolare non ha lo stesso limite, perché i meccanismi degli spostamenti sono completamente diversi da quelli degli oggetti materiali con massa, come abbiamo osservato parlando dei tipi di movimento.

  • Velocità della luce come punto critico di cambiamento di stato di aggregazione.

    La velocità della luce è la massima velocità di un oggetto materiale che si muove attraverso l’etere globale, per il concetto del movimento greco della massa o spostamento normale delle cose. Vale a dire, per il meccanismo dell’energia cinetica e sincronizzazione fra la risonanza della massa e la vibrazione dell’etere globale, come vedremo più avanti nella sezione sulla Fisica del movimento in gravità.

    L’aspetto più rilevante della velocità della luce è che presuppone un limite fisico a diversi stati di aggregazione della materia, come la temperatura presuppone un limite fra gli stati fisici di acqua e ghiaccio.

    Quello più noto è quello dell’equazione di Einstein –originale di Olinto de Pretto– della trasformazione di massa in energia:

    E = m c²

    Eppure, la Fisica Globale mostra come vada intesa quest’equivalenza quantitativa. Da una parte, la Meccanica Globale ci dice che cos’è l’energia elettromagnetica e la sua astrazione come una proprietà dell’etere luminifero e, dall’altra, come si trasforma in energia elastica di deformazione reversibile e di tensione della curvatura longitudinale con il cambiamento di stato da aggregazione a massa.

    Legge Gravitazionale d'Equivalenza
    g = [ c² * h * R / G ] * n

    La Fisica Globale ammette quindi che la velocità della luce sia variabile, ciò che porta a quanto segue: l’equivalenza quantitativa della famosa equazione va intesa in modo dinamico oppure nel suo contesto gravitazionale.

    Questo contesto gravitazionale si trova nella Fisica Globale, nella sua equazione fondamentale dedotta dall’Indovinello della Gravità o Esperimento Gigachron:

    [ g = E c/ G ] * n