5. Genetica evolutiva e neuroscienze
5.a) Ereditarietà della memoria
Un tipo di ricerca statistica potrebbe essere effettuata con l’evoluzione della memoria matematica, che, esigendo certezza nelle risposte, deve comportarsi esattamente come l'evoluzione dell’intelligenza.
Ciononostante non ci sarebbe da stupirsi che altri tipi di memoria come la memoria normale o la capacità associata al linguaggio, che hanno la caratteristica di ammettere errori ed approssimazioni, fossero conseguenza della stessa informazione genetica che serve per creare la memoria matematica; ma con la premessa contraria alla verificazione esterna.
Ovvero, il nostro cervello si costruisce con codici genetici di entrambi i genitori e, in certi processi come la memoria normale, non richiederà la sicurezza delle risposte per operare.
La comprovazione dell’ereditarietà della memoria richiederà un modello molto più complicato di quello dell’intelligenza, a meno che non si possano ottenere misure di capacità parziali degli strati della memoria o delle memorie speciali.
Le neuroscienze devono apportare modelli di funzionamento del cervello che consentano di compiere studi dettagliati, nonostante i progressi che si stanno compiendo sembra che non si sia ancora giunti ad un modello determinato.
La figura seguente mostra l’effetto sulle capacità dei possibili discendenti che ha il presupposto contrario al metodo di verificazione dell’informazione genetica VIG. L’espressione delle capacità seguirà una legge additiva anziché una legge d’intersezione che abbiamo visto nel corso dell'evoluzione di intelligenza.
Nel disegno dei dati della figura, ai fini della semplificazione, si ipotizza che l’addizione sia uguale al potenziale del gene maggiore e si considera che tutto il potenziale di quello minore sia compreso nel gene maggiore.
Genetica evolutiva e neuroscienze
Memoria normale

Questo caso si riferisce all’evoluzione della memoria normale, può accadere qualcosa di simile anche con l'evoluzione dell’intuito rispetto all'evoluzione dell’intelligenza, che talvolta è molto potente, ma di cui non ci si può sempre fidare.
Nel disegno dei dati della figura, ai fini della semplificazione, si ipotizza che l’addizione sia uguale al potenziale del gene maggiore e si considera che tutto il potenziale di quello minore sia compreso nel gene maggiore.
Affidabilità della memoria normale.
Comunque il modello di eredità genetica o genetica evolutiva per la memoria normale sarebbe simile a quello dell’intuito nel senso che suppone in modo negativo l’ipotesi di verificazione dell’informazione genetica ricevuta.
IL’effetto di complementarietà semplice fra la memoria e l’intelligenza.
Se pensiamo alla complementarietà dell’intelligenza e della memoria si potrebbe supporre che ogni unità addizionale, ad esempio di intelligenza, aumenti il potenziale totale non di un’unità, ma nel valore della memoria totale. In questi casi la complementarietà seguirebbe una legge matematica di moltiplicazione relativamente attenuata.
L’effetto di complementarietà complesso fra la memoria e l’intelligenza.
La memoria dipende dalla propria struttura genetica e dalla potenza del gestore di tale struttura o intelligenza, la sua efficacia sarà quindi il risultato degli effetti di complementarietà prodotti.
5.b) Linguaggio, memoria linguistica e ragionamento verbale.
Nel caso della ricerca sull’evoluzione della memoria per il linguaggio o memoria linguistica, questa potrebbe agire scegliendo una parola, ad esempio in funzione delle prime proposte ricevute dal sistema d’archivi della memoria.
Bisogna sottolineare che in questo caso non si tratta dell’impiego del metodo di verificazione dell’informazione genetica VIG, proposto per l'evoluzione dell'intelligenza, e neppure del suo contrario, bensì di uno diverso.
Ricordiamo che nel metodo VIG si aspettavano tutte le proposte del meccanismo coinvolto ed occorreva una gran uniformità delle stesse (verificazione) per la sua accettazione, mentre nel caso contrario c’era bisogno solo di una certa maggioranza. Ora il nulla osta avviene sulle prime proposte con una minima ripetizione.
Diciamo, per chiarire con dati numerici il paragrafo precedente, che verrebbero convalidate le prime cinque parole ripetute 50 volte; in questo modo non occorre aspettare la conclusione del lavoro di miliardi di neuroni che potrebbero essere coinvolti nel processo.
Continuando su questa linea e ricordando che il gestore della memoria è piuttosto simile all’intelligenza, sarebbe il gestore della memoria linguistica ciò che agisce proponendo le prime parole fornitegli dal proprio meccanismo interno.
Il processo globale del linguaggio avrebbe come elementi fondamentali da una parte la memoria linguistica, che concettualmente contiene il suddetto gestore di questo tipo di memoria, e dall’altra il gestore del linguaggio in senso stretto, che è responsabile dell’espressione orale, dei pensieri e dei sentimenti.
Da parte sua, il gestore del linguaggio, come pure il gestore della memoria linguistica, non applica metodo di verificazione dell’informazione genetica VIG, proposto per l'evoluzione dell'intelligenza, e neppure il contrario, ma uno diverso, che agirebbe in modo intuitivo ma molto più rapido dell’intuito.
La potenza della complementarietà dei due caratteri che, come in questo caso, non richiedono il metodo di verifica dell’informazione genetica VIG, dovrebbe essere superiore di molto a quella dei due caratteri singoli quando invece applicano il VIG. Potrebbe essere questa la ragione per cui la capacità del linguaggio umano e la sua evoluzione sono davvero sorprendenti.
L’ereditarietà ed evoluzione di questa potenza combinata potrebbe anche essere oggetto di studio attraverso la ricerca statistica, giacché esistono metodi per misurare le suddette variabili.
Esiste una famosa corrente filosofica che propugna una forte componente genetica del linguaggio. Il linguista Noam Chomsky è il rappresentante più importante di questa corrente, detta innatismo, in contrapposizione alla corrente del costruttivismo. Chomsky affermò, molto tempo fa, di aver identificato elementi comuni a tutte le lingue degli esseri umani, ciò che implicava una predisposizione genetica allo sviluppo del linguaggio.
La natura genetica del linguaggio è stata rafforzata dalla recente scoperta di un gene particolare che influisce sensibilmente sulla costruzione di frasi del linguaggio, senza toccare altre capacità personali, o ciò che potremmo definire intelligenza generale, degli individui della genealogia di una famiglia intera oggetto di studio.