3. L'ENERGIA

3.a) Concetto e definizione di energia

La definizione di forza che abbiamo adottato è quella della manifestazione in un punto nello spazio di ogni tipo di energia, vale a dire, la forza è l’energia in cui questa si manifesta. Il problema della definizione del concetto di forza si è spostato alla definizione di energia.

Secondo Wikipedia la definizione di energia in fisica è la capacità di svolgere un lavoro. Esistono inoltre definizioni o concetti di energia nelle diverse branche della Fisica Classica o nella Fisica Relativista o Meccanica Quantica.

Materia barionica visibile (Immagine di dominio pubblico)
NASA - Materia barionica visibile

Un tema importante nei commenti di Wikipedia sul concetto di energia, con cui sono completamente d’accordo, è che sostiene che l’energia non sia una sostanza intangibile né un sistema fisico reale, ma una proprietà di questi sistemi fisici. Il problema della scienza moderna è che le definizioni classiche non si mantengono perché non quadrano del tutto con il progresso delle conoscenze scientifiche e, dato che non c’è un modello alternativo, finiscono per perdere vigore.

In un contesto in cui appaiono nuove dimensioni e la realtà dipende dall’osservatore, mi risulta difficile sapere che cosa sono i sistemi fisici e quali sono i sistemi astratti, immaginari o addirittura psicologici.

Forse è più chiaro dire che l’energia è una proprietà della struttura reticolare della materia –etere gravitazionale, cinetico o globale.

Un altro aspetto che mi piace è che Wikipedia segnala che le diverse accezioni, idee o definizioni di energia sono legate alla capacità di produrre movimento.

Per la Fisica Globale una definizione di energia appropriata sarebbe proprio la capacità di produrre movimento. In primo luogo perché non sposta il problema del concetto di energia ad un’altra magnitudine come la meno intuitiva definizione di lavoro e, in secondo luogo, perché sia il nuovo concetto di energia che la sua manifestazione puntuale o forza sono vicini al concetto di movimento.

Se la forza è la manifestazione puntuale dell’energia, la somma delle forze su tutti i punti di uno spostamento sarà proprio l’energia, che coincide con la definizione di lavoro in fisica. Così il concetto di lavoro sarebbe la manifestazione dell’energia che ha provocato uno spostamento dell’etere globale o di una delle sue qualità o proprietà che possono provocare uno spostamento.

L’obiettivo è conseguire una definizione di energia che sia generale, anche se può essere modulata per determinati casi particolari, ed evitare di dover cambiare il concetto di energia quando il modello fisico non si limita alla superficie della Terra, al sistema Solare o ai corpi con massa, per farne degli esempi.

Tuttavia la nuova definizione di energia non è priva di problemi, in quanto legata al movimento dovrà adeguarsi ad ognuno dei tipi di movimento della Fisica Globale. La sezione seguente sarà dedicata all’esame dei tipi di energia per comprovare se si verifica ancora che l’energia non si crea né si distrugge, ma solo si trasforma.

Si approfondirà poi lo studio con l’analisi dell’energia cinetica, l’energia potenziale gravitazionale e l’energia meccanica, prendendo in considerazione le loro relazioni con l’effetto Merlin.

Energia = massa * accelerazione * spazio
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Il principale problema del concetto di energia sono le sue dimensioni fisiche, perché ritengo che l’energia necessaria per mantenere l’accelerazione di una massa lungo uno spazio dipenda dalla situazione iniziale ed orientazione spaziale del movimento rispetto al sistema naturale di riferimenti.

Detto altrimenti, le dimensioni attuali del concetto di energia non ci permettono di definire un’unità di energia unica o obiettiva. Va aggiunto il contesto fisico alle dimensioni attuali. In teoria questo concetto della situazione iniziale deve includere almeno le condizioni di gravità e velocità o, ancora meglio, una situazione fisica in riposo dentro di un sistema o ambito di riferimento naturale o privilegiato.

È proprio lo stesso problema della definizione di tempo: la definizione del secondo come unità di tempo è relativa, poiché non fissa le condizioni di gravità e velocità dell’atomo di Cesio usato.

La questione delle dimensioni non è stata messa in luce dalla Fisica Globale, la Meccanica Relativista aveva già mostrato che la seconda Legge di Newton o Legge della Forza non era esatta, con il concetto di massa relativista. Malgrado ciò, la Relatività Speciale di Einstein, anziché risolvere il problema lo aggrava, perché invece di determinare un sistema privilegiato, ciò che fa è l’esatto contrario, nega l’esistenza di un sistema di riferimento privilegiato, poi lo fissa senza riconoscerlo con la Relatività Generale.

Allo stesso modo, la Fisica Relativista, invece di apportare un’unità per il concetto di energia, rimuove tutte le unità di carattere obiettivo del Sistema Internazionale di Unità (SI).

Utilizzando di nuovo l’esempio dell’evoluzione del modello fisico come un puzzle, direi che se la realtà fisica avesse forma di uovo tridimensionale, la Relatività Generale riuscirebbe a farla sembrare un cubo con le sue continue trasformazioni delle unità di quasi tutte le magnitudini, alterando con le stesse le dimensioni fisiche. Da una parte, stabilendo l’assioma della costanza della velocità della luce, riduce una dimensione, e poi, relativizzando le unità di spazio e di tempo, aggiunge due dimensioni fisiche.

È meglio non immaginare ciò che succede alla definizione di energia se la massa non esiste di per sé e se lo spazio ed il tempo sono relativi. La Fisica Relativista potrà riuscire a completare delle parti del puzzle, ma con pezzi alterati artificialmente sarà impossibile completare il puzzle e la parte visibile del pezzo di puzzle sarà un poco sfigurata.

Ciò che fa l’altra grande branca della Fisica Moderna, la Meccanica Quantica nelle sue diverse ramificazioni, è utilizzare probabilità, per il Principio di Incertezza, dimensioni addizionali e viaggi nel tempo per modulare i pezzi e cercare di finire il puzzle. Non solo, se dei pezzi sono troppo strani, si mandano a mondi paralleli.

Il risultato di un modello fisico che vuole utilizzare concetti inadeguati di magnitudini essenziali, come la definizione di energia, è che non riuscirebbe a completare il puzzle e che alcuni pezzi o parti del modello saranno incompatibili fra di loro. Almeno nel caso della Fisica Relativista e della Meccanica Quantica.