M O L W I C K
 

María José T. Molina

Teoria dell'Equivalenza Globale

ASTROFISICA E COSMOLOGIA GLOBALE

Buchi neri e contrazione dell’universo

Definizione di buchi neri o palle nere come materia reticolare compressa o massa che genera così tanta gravità da non lasciar sfuggire l'energia elettromagnetica.

1.b) Teoria dei buchi neri e contrazione dell’universo

Si raccomanda di leggere il libro on line Meccanica Globale per intendere le nuove proposte sull’Astrofisica e sulla teoria dei buchi neri (black holes, anzi, black balls); in particolar modo, il punto riguardante le particelle subatomiche ed i meccanismi di creazione della massa.

Il fenomeno di creazione e formazione di massa fisica è stato denominato dalla Meccanica Globaleinterazione nera, in quanto implica un fenomeno diverso, anche se collegato, dell’interazione gravitazionale ed elettromagnetica. Il fenomeno opposto all’interazione nera sarebbe l’interazione bianca o trasformazione della massa in energia elettromagnetica e distensione della tensione o energia longitudinale della globina; ad esempio, nella disgregazione di parte delle stelle nelle reazioni di fusione nucleare. Insomma, è l’interazione della massa nelle sue due vertenti di creazione e distruzione o trasformazione.

Non bisogna tuttavia dimenticare che, sebbene questa materia non sia più relativa, continuerà ad essere una materia molto speculativa. Allo stesso modo, questa parte della Teoria dell’Equivalenza Globale sull’Astronomia e l’Astrofisica mira a far presenti alcune idee molto generali senza entrare troppo nei dettagli.

Ho deciso di cambiare un po’ per volta il nome di buchi neri (detti anche fosse nere) con quello di palle nere perché secondo la Teoria dell’Equivalenza Globale questi oggetti astronomici non c'entrano niente con un buco ed assomigliano molto di più a una palla gigante. Per una volta che non usano il nome del concetto, ad esempio, il buco di Einstein, ecco che sbagliano la parola descrittiva.

La questione non è cambiare tanto per cambiare, ma rendere più facile al cervello il pensiero intuitivo e logico in temi molto complicati, per la scarsità di informazione sperimentale e teorie fisiche di natura puramente matematica da una parte e per la collocazione nel nuovo paradigma della Fisica Globale dall'altra.

Visto il cambiamento di prospettiva sullo spazio e sull’universo, occorre fare una presentazione separata dei concetti più noti della nuova teoria dei buchi neri, in modo che si possano localizzare e consultare facilmente; suddivideremo quindi l’esposizione in concetto, formazione, tipo ed effetti principali delle palle nere.

 

1.b.1. Cos’è un buco nero o palla nera?

Sebbene ultimamente non si parli più tanto di buchi nello spazio-tempo né di buchi di verme, bisogna ammettere che il concetto di buco nero è stato un buco in sé, in cui si rifilavano teorie di ogni tipo.

L’esotico fenomeno del worm hole per unire due parti dell’universo, noto anche come ponte di Einstein-Rosen nello spazio-tempo, o un gran tunnel gravitazionale attraverso il quale possano passare la massa e l’energia assorbite da un buco nero non sembra ragionevole alla luce degli effetti gravitazionali delle palle nere e delle caratteristiche della rete tridimensionale della globina. L’Astrofisica Globale è un’Astrofisica non relativista.

L’esistenza di worm holes che collegano due universi diversi o paralleli è meglio non analizzarla dal punto di vista scientifico.

Un altro modo simpatico di definire i buchi neri o palle nere è dire che sono atomi o particelle in stato di plasma…, ma dopo essermi reso conto che stando a Wikipedia lo spazio interstellare è formato da plasma, che anche le stelle al loro interno sono formate da plasma e che abbiamo addobbi di plasma con dei begli effetti di illuminazione, sono giunto alla conclusione che sia meglio non menzionare troppo il plasmodium, per non confondere la gente più del necessario. Almeno in un libro come questo che non mira ad avere una precisione tecnica minuziosa.

Non ho intenzione di criticare Wikipedia, pare che il plasma si riferisca a uno stato della materia diverso da quello solido, liquido o gassoso, la cui caratteristica è l’essere formato da ioni o particelle con carica in movimento libero.

Io direi che la composizione delle palle nere e persino delle stelle è molto più complicata del plasma, che già non è facile da descrivere nelle sue diverse manifestazioni.

La Teoria dell’Equivalenza Globale parla di stati di aggregazione più elementari della struttura reticolare della materia o globina, come super simmetria della globina, simmetria radiale o gravità, simmetria trasversale o elettromagnetismo e massa o globina compressa.

Questa struttura reticolare o elemento infrangibile e continuo della materia come realtà fisica che permane in tutte le sue manifestazioni, globina, ondina e massa e che non può essere astratto e neppure dipendere dall’osservatore, è ciò che la Teoria dell’Equivalenza Globale ha definito Globina. La globina sarebbe una parte locale di Globus per non riferirsi all’universo intero parlando di interazione o eventi concreti.

L’idea intuitiva più semplice di una palla nera è quella di un oggetto astronomico formato da materia reticolare compressa o massa che genera così tanta gravità da non lasciar sfuggire l’energia elettromagnetica e che dunque è nera dall'esterno. Vale a dire che non solo è in grado di catturare l’energia elettromagnetica che attraversa la sua area di influenza, ma non lascia sfuggire l’energia elettromagnetica che indubbiamente viene prodotta al suo interno.

I buchi neri sono simili ad un’enorme palla di piccole palline e palline in formazione, assorbono la massa e la radiazione elettromagnetica che giunge loro mediante la creazione di spirali e ancora spirali al loro interno da parte delle forze di torsione che agiscono su di loro; infatti, la formazione di tali spirali neutralizza la tensione dell’elasticità trasversale, trasformandola in tensione della curvatura longitudinale ed energia di deformazione reversibile per la compattazione della globina.

Il concetto di palla nera si capirà meglio dopo la lettura del processo della loro formazione e di alcune delle caratteristiche più importanti.

Va tenuto conto che dieci anni fa si riteneva possibile l’esistenza di un buco nero in ogni galassia. Adesso si parla di milioni di palle nere nelle grandi galassie.

 

1.b.2. Formazione dei buchi neri

Questo processo comprende varie fasi e non tutte loro sono necessarie. Di fatti, è possibile che nella grande esplosione iniziale dell’universo locale, nota come Big Bang, si siano formate in un breve lasso di tempo masse molto grandi capaci di provocare le reazioni di fusione nucleare che danno luogo alla nascita di stelle o in grado di costituire direttamente un buco nero.

L’idea generica sarà innanzitutto la creazione di polvere cosmica, che per effetti gravitazionali formerà pianeti e stelle. E poi le stelle che, a seconda della loro tipologia, possono avere degli esiti diversi in funzione delle forze predominanti, ad esempio gravità o fusione nucleare.

In ogni caso avverrà talvolta che finiscano unendosi astri molto grandi o molto densi, in modo che alla fine avranno una gravità così grande da non lasciar sfuggire l'energia elettromagnetica.

Nell’Astrofisica Moderna esistono diverse teorie dell’origine della Terra e dei pianeti, tutte loro con un certo livello speculativo. Probabilmente nello spazio esterno esisteranno sistemi planetari con processi di formazione differente.

Stando a Wikipedia, la teoria più accettata e che spiegherebbe la maggior parte dei sistemi planetari è quella della polvere cosmica, prima e dopo la nascita delle stelle e del posteriore disco di accrescimento.

Oltretutto, la maggior nascita di stelle avviene prevalentemente in zone molto violente dell’universo, come le nebulose, in quanto l’esistenza di grandi potenziali elettromagnetici favorisce la creazione di polvere cosmica.

La figura del diavoletto gigante o polvere nera con sfondo rosso del Bok Globules potrebbe corrispondere a piccoli buchi neri in questa zona dell’universo con una grande nascita di nuove stelle.

Polvo Polvere nera nella Via Lattea
NGC 281 Bok Globules
Assorbimento di luce e formazione di stelle
NASA and STScI-Hubble Team
(Immagine di dominio pubblico)
  Polvo Polvere nera nella Via Lattea - NASA

La teoria dell’origine della Terra e dei pianeti descrive il modo in cui si creano e si sviluppano i dischi di accrescimento della polvere cosmica, ma non spiega convenientemente la formazione della polvere cosmica.

Nella nascita e origine della Terra e dei pianeti intervengono processi complessi, che si conoscono un po’ per volta nella misura in cui aumenta la capacità di osservazione dello spazio esterno da parte dell’Astronomia e comprendendo sistemi planetari. Fino ad oggi, sembra che sia data più importanza ai processi gravitazionali nella formazione delle stelle che ai processi elettromagnetici.

La gran unificazione dell’interazione gravitazionale con quella elettromagnetica e le interazioni nucleari, debole e forte, compiuta dalla Meccanica Globale, consente di intendere da un punto di vista generale la nascita e l’origine della Terra e dei pianeti e la polvere cosmica.

L’Astrofisica Globale, senza negare questi processi di gravità, concede anche un gran protagonismo ai campi elettromagnetici, in consonanza con i processi di formazione ed origine delle particelle elementari, spiegati nella sezione sulle Particelle elementari e costituzione della massa di questo libro on line.

Lo stesso ragionamento della creazione della massa delle particelle subatomiche come il protone ed il neutrone o le peculiarità dell’elettrone, potrebbe spiegare la comparsa o la nascita della polvere cosmica in grandi regioni dello spazio, indipendentemente dall’espulsione o meno di polvere cosmica da parte delle stelle in esplosioni tipo supernove o in scontri ed unione di due palle nere.

Mentre nei buchi neri l’interazione gravitazionale e l’interazione elettromagnetica agiscono nello stesso senso, cioè favoriscono la loro crescita, nelle stelle come il Sole, le due interazioni hanno effetti contrari rispetto alla crescita dell’astro.

In genere la gravità attrae la massa verso la stella, ma la forza elettromagnetica liberata dalla stella implica la perdita di massa per le reazioni di fusione nucleare. In altre parole, la stella si sta disgregando.

Riepilogando, vi possono essere diversi processi che danno luogo alla formazione di un buco nero, come una stella di neutroni, l’unione di due palle nere, ecc. Ma il processo tipico lo possiamo suddividere nelle seguenti fasi:

  • Esistenza e creazione della polvere cosmica.

    In una prima fase, in una zona dello spazio ci sarà polvere cosmica in seguito a esplosioni precedenti di astri o dello stesso Big Bang o alla grande concentrazione di energia elettromagnetica.

  • Formazione di grandi masse.

    Nella seconda fase, per effetti gravitazionali, si formeranno gradatamente piccoli aggruppamenti di polvere cosmica, che daranno luogo all’origine di asteroidi e di grandi concentrazioni di masse.

    In questa fase appariranno i dischi di accrescimento che formano pianeti e stelle.

  • Attrazione gravitazionale della luce.

    Caratteristica della terza tappa sarà la dimensione delle grandi masse formatesi, che nella seconda tappa cominceranno ad essere abbastanza grandi da catturare l’energia elettromagnetica, per l’elevata energia potenziale associata, ma non solo per effetti gravitazionali classici, ma anche per l’effetto Merlin; tuttavia, in ultima istanza è lo stesso meccanismo che fa sì che l’effetto totale sia il doppio, come viene spiegato nei libri on line su Meccanica Globale,Dinamica Globale e Legge di Gravità Globale.

    Tale effetto spiega la curvatura della luce o effetto di lenti gravitazionali e la precessione anomala dell’orbita di Mercurio nella Dinamica Globale.

    Buchi neri 
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    Inoltre in questa fase continueranno ad esistere i dischi di accrescimento, in quanto la forza della gravitazione classica sarà grandissima, ci incontriamo, infatti, nella tipica fase dei buchi neri, in cui la grande concentrazione di massa non solo attrae la massa, ma cattura anche l’energia elettromagnetica.

    Come è stato detto sopra, affinché siano davvero nere, le palle non solo devono catturare l’energia elettromagnetica, ma non devono lasciar sfuggire quella che viene prodotta al loro interno.

 

1.b.3. Caratteristiche delle palle nere

Finché non vengono confermate certe ipotesi sulla struttura dell’universo, questa branca della scienza continuerà ad essere molto speculativa, perché nella nostra natura tutto è possibile, meno alcune eccezioni come forze a distanza, telepatia pura, altre dimensioni spaziali, realtà multiple in funzione degli osservatori o viaggi nel tempo.

L’unica cosa che provocano queste figure anti-intuitive è un intralcio allo sviluppo scientifico quando non vengono intese come puri trucchi provvisori della scienza, finché se ne scopre la realtà fisica sottogiacente. Direi che tali impossibilità epistemologiche costituiscono una gran teoria antitutto.

Ad ogni modo ci tengo a ricordare che la Teoria dell’Equivalenza Globale, senza giungere ai punti estremi della Fisica Moderna, è una teoria molto azzardata, specialmente nella parte dell’Astrofisica Globale.

  • Massa e dimensioni dei buchi neri.

    In base al concetto stesso di palla nera la massa minima sarà quella che consegue un'attrazione gravitazionale globale sufficiente da non lasciar sfuggire l'energia elettromagnetica.

    Siccome la forza di gravità dipende dalla distanza, non si può determinare la massa minima perché dipenderà dalla densità.

    Le palle nere al centro delle galassie saranno palle massive o supermassive, talvolta migliaia di milioni di volte la massa del Sole, in quanto catturano più stelle e rilasciano l’energia elettromagnetica ricevuta da molte più stelle di quelle in altre zone dello spazio.

  • Rotazione delle palle nere.

    Sembra che l’Astronomia abbia rilevato buchi neri dell’universo che ruotano. Questa rotazione potrebbe essere conseguenza, oltre che della rotazione degli astri che li producono e del modo in cui avvengono gli scontri corrispondenti, della natura trasversale dell’energia elettromagnetica.

    • Facile esperimento di fisica.

      Sostenere un elastico dalle estremità e girarlo in senso opposto finché forma una pallina nel centro.

      Continuare a girarlo dalle estremità e osservare cosa succede?!

     

  • Composizione e struttura interna.

    Sembra che sia stato rilevato che i buchi neri massivi e supermassivi abbiano una densità minore dei normis. Potrebbe essere dovuto in parte alla rotazione di cui sopra.

    Le palle nere supermassive sono forse un insieme di particelle fondamentali, in quanto l’alta energia gravitazionale rompe i nuclei degli elementi più pesanti.  Se non sono molto massivi, i buchi neri possono contenere materiali più pesanti per le loro prime fasi di formazione.

    È possibile anche che l’elevata energia gravitazionale provochi strutture rigide di nucleoni e che queste si comportino come particelle giganti e, ripetendo il processo, si possano produrre grandi pieghe della globina all’interno delle palle nere supermassive, in seguito alla cattura di enormi quantità di energia elettromagnetica.

    • Facile esperimento di fisica.

      Possiamo visualizzare queste strutture giganti pensando ad una maglia tridimensionale elastica con piccole biglie nei suoi reticoli, ne prendiamo alcune con la mano e giriamo il pugno.

     

  • Palle nere e antipalle nere.

    E per andare un po’ all’aldilà, proprio come nel caso delle particelle subatomiche fondamentali, potrebbero esistere due tipi di buchi neri: destrogiri e levogiri. Anche se esisterà sempre l’attrazione gravitazionale; dal punto di vista del campo magnetico supportato, due buchi neri uguali dovrebbero respingersi e due diversi attrarsi; ovviamente, sembra una favola senza fine. Ci mancherebbe pure che la sessualità fosse un’attrazione destrogira-levogira, come la dinamica politica.

    Occorre segnalare che un anti buco nero non sarebbe una stella o fonte bianca, per quanto riguarda il rapporto terminologico fra materia ed antimateria. Il fenomeno inverso di creazione di massa (buco nero) è la distruzione di massa (sorgente bianca o stella) ed è diverso dalla creazione di massa di natura destrogira o levogira.

    Detto altrimenti, la natura destrogira o levogira della massa o dell’energia elettromagnetica sarà legata ai concetti di materia ed antimateria. Se una palla nera è destrogira, la sua antipalla nera sarà una palla nera levogira.

  • Equazioni matematiche dei buchi neri e degli elettroni.

    Devo dire che la prima volta che ho sentito che Mike diceva che ha una teoria la quale afferma che gli elettroni ed le altre particelle subatomiche sono come le palle nere mi ha colpito, sebbene la considerassi un’idea del tutto errata, poiché allora pensavo ad un buco nero più che altro come ad un limite fisico dove la massa e l’energia diventavano gravità e sparivano come tali.

    Adesso credo che i buchi neri siano proprio il fenomeno opposto al paragrafo precedente, che corrisponderebbe un po’ al processo di perdita di massa delle stelle quando emettono energia elettromagnetica.

    Mike sostiene che le equazioni matematiche che descrivono gli elettroni ed i buchi neri si assomiglino molto. A me fanno paura le equazioni matematiche complicate. Talvolta bisogna porsi limiti. Sebbene non ce ne siano!

    Mentre gli elettroni formerebbero parte della famiglia delle particelle elementari instabili, i buchi neri avrebbero una vita media molto più lunga.

    D’altra parte, mentre le palle nere nascono e crescono con l’interazione gravitazionale che concentra le masse e che attrae la massa e l’energia elettromagnetica nella sua fase successiva, gli elettroni e le altre particelle elementari si formano con l’interazione nera o creazione iniziale della massa per spirali della globina. Vale a dire che sono piuttosto diversi, sia per la natura che per la matematica in grado di descriverli.

 

1.b.4. Effetti delle palle nere

  • Attrazione gravitazionale sulla massa e sull’energia.

    Questo effetto si deduce letteralmente dalla sua definizione o concetto.

  • Emissione di massa e energia elettromagnetica.

    È stato osservato che alcuni buchi neri emettono grandi quantità di materia in periodi di tempo corti. Molto probabilmente sarà dovuto ai processi di fusione di due palle nere.

  • Contrazione dell’universo.

    Il cosiddetto fenomeno della contrazione dell’universo avverrà nell’area d’influenza di ogni buco nero fin dalla prima fase di creazione della polvere cosmica, come avviene su piccola scala negli atomi con la formazione degli elettroni.

    La contrazione dell’universo sarà una conseguenza diretta della teoria delle palle nere come particelle con massa e della creazione di vortici o spirali con assorbimento di radiazione elettromagnetica e compressione e compattazione della globina.

    La contrazione dell’universo sarebbe un fenomeno simile allo spostamento di una ragnatela tridimensionale quando si tira verso il centro e si forma una pallottola centrale con molte altre pallottole con il materiale dei suoi fili.

    Nella nuova teoria i buchi neri provocano fenomeni di contrazione dell’universo per contrazione della globina o struttura reticolare della gravità. Questi fenomeni sono noti ad altre teorie fisiche di Astronomia come contrazione dello spazio; poiché intendono lo spazio, a mio avviso erroneamente, come i punti corrispondenti alla globina nella Meccanica Globale. Quindi, se la globina si comprime, ci sarà contrazione dell’universo, secondo tali teorie.

    Il fenomeno contrario o espansione dell’universo lo produrrebbero le stelle o sorgenti bianche con l’emissione di energia elettromagnetica, conseguenza dell’interazione bianca o decompressione della materia reticolare che forma la loro massa. Potremmo cioè dire che la cosiddetta energia oscura nell’universo visibile è in realtà energia bianca.

  • Scontro di palle.

    La fusione di due palle nere sembra essere un fenomeno normale dopo l'osservazione di milioni di buchi neri.

    Un tema curioso sarà la fusione di palle nere, una destrogira e l’altra levogira.

    In realtà è difficile che due buchi neri di natura spaziale diversa possano esistere uno accanto all’altro, perché le forze che li creano si compenserebbero e non potrebbero formarsi tali buchi neri. Certo, dopo essere state create e neutralizzate parti delle forze di torsione, come una grande palla di pallottole di elastici, potrebbero avvicinarsi…

 

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