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Si raccomanda di leggere il libro on line Meccanica Globale per intendere le nuove proposte sull’Astronomia e sulla teoria dei buchi neri (black holes); in particolar modo, il punto riguardante le particelle subatomiche. Una buona ragione o esempio ne è la risposta alla domanda: cos’è un buco nero?, poiché i buchi neri si configurano essenzialmente come insiemi di particelle subatomiche ed atomi molto leggeri come l’idrogeno allo stato di plasma.
Il fenomeno di creazione e formazione di massa fisica è stato denominato dalla Meccanica Globale interazione nera, in quanto implica un fenomeno diverso, anche se collegato, dell’interazione gravitazionale ed elettromagnetica. Il fenomeno opposto all’integrazione nera sarebbe l’interazione bianca o conversione della massa in energia elettromagnetica; ad esempio, nel momento in cui le stelle si disgregano. Insomma, si tratta dell’interazione della massa nelle sue due vertenti di creazione e distruzione o trasformazione.
Non bisogna tuttavia dimenticare che, sebbene questa materia non sia più relativa, continuerà ad essere una materia molto speculativa. Allo stesso modo, questa parte della Teoria dell’Equivalenza Globale sull’Astronomia e l’Astrofisica mira a far presenti alcune idee molto generiche senza entrare nei dettagli.
Visto il cambiamento di prospettiva sullo spazio e sull’universo, occorre fare una presentazione separata dei concetti più noti della nuova teoria dei buchi neri, in modo che si possano localizzare e consultare facilmente; vediamo, dunque, i seguenti punti:
Cos’è un buco nero?
I buchi neri sono insiemi di particelle subatomiche ed atomi leggeri, allo stato di plasma, creati a seguito della confluenza in una zona dello spazio di enormi potenziali elettromagnetici che provocano spirali o cunicoli nella globina o struttura reticolare della materia che sostiene la gravità.
Quest’elemento infrangibile e continuo della materia come realtà fisica che permane in tutte le sue manifestazioni, globina, ondina e massa e che non può essere astratto e neppure dipendere dall’osservatore, è ciò che la Teoria dell’Equivalenza Globale ha definito Globina.
I tipici buchi neri supermassivi (black holes) vengono definiti come insiemi di particelle fondamentali, in quanto l’alta concentrazione di energia elettromagnetica non consente una significativa creazione di elementi più pesanti dell’idrogeno o dell’elio. Se non sono molto massivi, i buchi neri possono contenere materiali più pesanti per le loro prime fasi di formazione.
I buchi neri sono simili ad un’enorme palla di piccole cipolle in formazione, assorbono la radiazione elettromagnetica che giunge loro mediante la creazione di spirali e più spirali al suo interno dalle forze di torsione che agiscono su di essi; infatti, la formazione di tali spirali neutralizza la tensione dell’elasticità trasversale, trasformandola in tensione della curvatura longitudinale ed energia di deformazione reversibile per la compattazione della globina.
Formazione dei buchi neri.
L’energia elettromagnetica è composta da onde di torsione trasversali che si propagano nella struttura reticolare della gravità. Se immaginiamo la grande forza di torsione che converge nei buchi neri, ci renderemo conto che i buchi neri
(black holes) sono il risultato dei processi di torsione menzionati.
Vi possono essere diversi processi che danno luogo alla formazione di un buco nero, come una stella di neutroni, ecc. Ma il processo tipico lo possiamo suddividere nelle seguenti fasi:
Creazione della polvere cosmica.
Nella prima fase, in una zona dello spazio, solitamente nebulose o nebule, si creerà la cosiddetta polvere cosmica, a causa della grande concentrazione di energia elettromagnetica.
Formazione di grandi masse.
Nella seconda fase, per effetti gravitazionali, si formeranno gradatamente piccoli aggruppamenti di polvere cosmica; che daranno luogo all’origine di asteroidi e di grandi concentrazioni di masse.
In questa fase appariranno i dischi di accrescimento che formano pianeti, buchi neri e stelle.
Attrazione gravitazionale della luce.
Caratteristica della terza tappa sarà la dimensione della grande massa formatasi, che incomincerà ad essere sufficientemente grande da catturare l’energia elettromagnetica, per l’elevata energia potenziale associata, ma non per effetti gravitazionali classici, bensì per l’effetto Merlin; tuttavia, è lo stesso meccanismo in ultima istanza, come viene spiegato nel libro on line della Meccanica Globale.
Tale effetto spiega la curvatura della luce o effetto di lenti gravitazionali e la precessione anomala dell’orbita di Mercurio nella Dinamica Globale.
Buchi neri
Inoltre in questa fase continueranno ad esistere i dischi di accrescimento, in quanto la forza della gravitazione classica sarà grandissima, ci incontriamo, infatti, nella tipica fase dei buchi neri, in cui la grande concentrazione di massa non attrae solo la massa, ma anche l’energia elettromagnetica.
Rotazione dei buchi neri ed energia elettromagnetica.
A conseguenza del loro processo di creazione o formazione, i buchi neri non emettono luce, non si tratta soltanto dell’attrazione gravitazionale della luce, ma del fatto che i buchi neri (black holes) rilassano la torsione della struttura reticolare della gravità con la formazione di spirali, sono ricettori di onde elettromagnetiche e conseguenza di esse.
Indipendente da quanto detto, la luce o onda magnetica sarà attratta dalla massa di un buco nero; non avviene però a causa dell’attrazione della Principio di Gravitazione Universale di Newton, bensì all’effetto Merlin, che è, a sua volta, conseguenza anche dell’energia potenziale gravitazionale. Dettagli di tale effetto sul movimento della luce e della massa si trova nel libro on line della Dinamica Globale della nuova teoria del tutto.
Sembra che la scienza dell’Astronomia abbia osservato buchi neri dell’universo che ruotano. Questa rotazione potrebbe essere conseguenza dei fenomeni della creazione dei già menzionati vortici, i quali, sebbene si creino su scala del reticolo tridimensionale della globina, hanno effetti elastici macroscopici.
La rotazione dei buchi neri si può visualizzare pensando ad una maglia tridimensionale elastica con piccole biglie nei suoi reticoli, ne prendiamo alcune con la mano e giriamo il pugno.
Buchi neri come origine delle stelle.
La figura del diavoletto gigante o polvere nera con sfondo rosso del Bok Globules potrebbe corrispondere a piccoli buchi neri come passo previo alla nascita di nuove stelle dell’universo.
Polvo Polvere nera nella Via Lattea NGC 281 Bok Globules
Assorbimento di luce e formazione di stelle
NASA and STScI-Hubble Team

Come vedremo nella sezione seguente, le stelle dell’universo sono buchi bianchi o sorgenti bianche; detto altrimenti, le stelle rappresentano il processo inverso alla creazione di buchi neri. I buchi bianchi o stelle emettono energia elettromagnetica mano a mano che si scompongono, anziché rilasciare l’energia elettromagnetica ricevuta ed assorbita con la creazione della massa.
La massa dei buchi neri.
I buchi neri (black holes) al centro delle galassie saranno buchi neri massivi o supermassivi, in quanto rilasciano l’energia elettromagnetica ricevuta da molte più stelle di quelle che si trovano in altre zone dello spazio.
Sembra inoltre che sia stato osservato che i buchi neri massivi e supermassivi abbiano una densità minore dei normis. Potrebbe essere dovuta alla rotazione menzionata in precedenza.
Equazioni matematiche dei buchi neri e degli elettroni.
Devo dire che la prima volta che ho sentito che Mike diceva che ha una teoria la quale afferma che gli elettroni ed le altre particelle subatomiche sono come i buchi neri mi ha colpito, sebbene la considerassi un’idea del tutto errata, poiché allora pensavo ad un buco nero più che altro come ad un limite fisico dove la massa e l’energia diventavano gravità e sparivano come tali.
Adesso credo che i buchi neri siano proprio il fenomeno opposto al paragrafo precedente, che corrisponderebbe alle stelle.
I buchi neri (black holes) sono palle enormi a forma di chiocciola o cipolla, conseguenza di processi di torsione magnetica con globina risonante e compressa al suo interno. In termini colloquiali, qualcosa di simile ad un nucleo atomico di grandi dimensioni con particelle subatomiche allo stato di plasma o simile.
Mike sostiene che le equazioni matematiche che descrivono gli elettroni ed i buchi neri si assomiglino molto. A me fanno paura le equazioni matematiche complicate. Talvolta bisogna porsi limiti. Sebbene non ce ne siano!
Mentre gli elettroni formerebbero parte della famiglia delle particelle elementari instabili, i buchi neri avrebbero una vita media molto più lunga.
Questo concetto di buco nero è coerente con l’idea del gran accumulatore di globina, poiché assorbe energia elettromagnetica, e di generatore della tensione longitudinale che definisce la forza gravitazionale osservata nell’universo.
Finché non vengono confermate certe ipotesi sulla struttura dell’universo, questa branca della scienza continuerà ad essere molto speculativa, perché nella nostra natura tutto è possibile, meno alcune eccezioni come forze a distanza, telepatia pura, altre dimensioni spaziali, realtà multiple in funzione degli osservatori o viaggi nel tempo. L’unica cosa che provocano queste figure anti-intuitive è un intralcio allo sviluppo scientifico quando non vengono intese come puri trucchi provvisori della scienza, finché se ne scopre la realtà fisica sottogiacente. Direi che tali impossibilità epistemologiche costituiscono una gran teoria antitutto.
Worm hole
L’esotico fenomeno del worm hole per unire due parti dell’universo, noto anche come ponte di Einstein-Rosen nello spazio-tempo, o un gran tunnel gravitazionale attraverso il quale possano passare la massa e l’energia assorbite da un buco nero non sembra ragionevole alla luce degli effetti gravitazionali dei buchi neri e delle caratteristiche della rete tridimensionale della globina. L’Astronomia Globale è un’Astronomia non relativista.
L’esistenza di worm holes che collegano due universi diversi o paralleli è meglio non analizzarla dal punto di vista scientifico.
Contrazione dell’universo.
Il cosiddetto fenomeno della contrazione dell’universo avverrà nell’area d’influenza di ogni buco nero (black hole) fin dalla prima fase di creazione della polvere cosmica, come avviene su piccola scala negli atomi con la formazione degli elettroni.
La contrazione dell’universo sarà una conseguenza diretta della teoria dei buchi neri come insieme di particelle fondamentali con massa e del fatto che si trovano nella loro fase di creazione di vortici o spirali con assorbimento di radiazione elettromagnetica e compressione e compattazione di globina risonante.
La contrazione dell’universo sarebbe un fenomeno simile allo spostamento di una ragnatela tridimensionale quando si tira verso il centro e si forma una pallottola centrale con molte altre pallottole con il materiale dei suoi fili.
Buchi neri e antibuchi neri.
E per andare oltre, proprio come nel caso di particelle subatomiche fondamentali, esisteranno due tipi di buchi neri: destrogiri e levogiri. Anche se esisterà sempre l’attrazione gravitazionale, dalla prospettiva del campo magnetico supportato, due buchi neri uguali dovrebbero respingersi e due diversi attrarsi; ovviamente, sembra una favola senza fine. Ci mancherebbe pure che la sessualità fosse un’attrazione destrogira-levogira, come la dinamica politica.
In realtà, è difficile che due buchi neri di natura spaziale diversa possano esistere uno accanto all’altro, perché le forze che lo creano si compenserebbero e non potrebbero formarsi tali buchi neri. Certo, dopo essere state create e neutralizzate parti delle forze di torsione, come una grande palla di pallottole di elastici, potrebbero avvicinarsi…
Nella nuova teoria dei buchi neri, i black holes provocano fenomeni di contrazione dell’universo per contrazione della globina o struttura reticolare della gravità. Questi fenomeni sono noti ad altre teorie fisiche di Astronomia come contrazione dello spazio; poiché intendono lo spazio, a mio avviso erroneamente, come i punti corrispondenti alla globina nella Meccanica Globale. Quindi, se la globina si comprime, ci sarà contrazione dell’universo, secondo tali teorie.
Il fenomeno opposto all’espansione dell’universo lo produrrebbero le stelle o sorgenti bianche con l’emissione di energia elettromagnetica, conseguenza dell’interazione bianca o decompressione della materia reticolare che forma la loro massa. Potremmo cioè dire che la cosiddetta energia oscura nell’universo visibile è in realtà energia bianca.
Occorre segnalare che un anti buco nero non sarebbe una stella o fonte bianca, per quanto riguarda il rapporto terminologico fra materia ed antimateria. Il fenomeno inverso di creazione di massa (buco nero) è la distruzione di massa (sorgente bianca o stella) ed è diverso dalla creazione di massa di natura destrogira o levogira.
Detto altrimenti, la natura destrogira o levogira della massa o dell’energia elettromagnetica sarà collegata ai concetti di materia ed antimateria. Se un buco nero è destrogiro, il suo antibuco nero sarà un buco nero levogiro.
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